Dici Trentino e pensi a piste e impianti da sogno. Giusto. Ma non solo. Perché anche la proposta enogastronomica non scherza affatto. Anzi, conquista proprio, complici ingredienti a chilometri zero di alta qualità, ricette della tradizione proposte in versione classica o rivisitate con tocco contemporaneo ed etichette del territorio di alto livello, dai vini d'eccellenza alle birre artigianali. Il tutto servito a tavola in ristoranti e locali a fondovalle e in rifugi e chalet in quota. E proprio in quota, tra una discesa e una risalita, si possono vivere esperienze a cavallo tra cucina e natura.
In quest'ottica, rientra a pieno titolo il Rifugio Doss del Sabion, a Pinzolo, nel grande carosello di Madonna di Campiglio e delle Dolomiti di Brenta. L'indirizzo è fresco di un rinnovo che strizza un occhio alla sostenibilità e l'altro all'accoglienza di charme. Consumi ridotti, emissioni contenute, ambienti più curati e proposte più numerose, complici l'introduzione di bar con vista, nuovo bistrò, terrazza per pranzi all'aria aperta e ristorante gourmet sono il biglietto da visita del rifugio.
Poco distante, la Baita Ciocomiti si conferma balcone goloso con vista privilegiata sulle Dolomiti. È raggiungibile con gli sci, le ciaspole o il gatto delle nevi al chiaro di luna, e offre una cucina trentina che sa di casa. A Folgarida, invece, lo Chalet Malghet Aut torna per la seconda stagione invernale a interpretare l'idea di rifugio moderno, tra legno, vetro e pietra, con una terrazza panoramica che invita a rallentare e a godersi paesaggio e menù a base di ricette trentine, rivisitate in chiave creativa. Da non perdere lo strudel fatto in casa. Salendo ancora di quota, in Val di Peio, il rifugio Mythe domina i 3.000 metri come una sentinella contemporanea: efficiente, sostenibile, con una cucina che diventa vetrina dei sapori locali, dai panini ispirati alle cime circostanti alle birre artigianali, passando per grappe e TrentoDoc. Sull'altro versante delle Dolomiti di Brenta, la Paganella risponde con una novità bella e buona: il Rifugio Dosson, sulla mitica pista Olimpionica, ospita Casa Norvegia, nuovo place to be per sciatori appassionati e per gli atleti della nazionale maschile norvegese di sci alpino, che hanno scelto la Paganella come sede degli allenamenti in vista della Coppa del Mondo e delle Olimpiadi Milano Cortina. Per tutti loro sfilano piatti che uniscono le due culture, tra salmone e halibut, erbe di montagna, Nosiola e TrentoDoc. In Val di Fiemme, nel comprensorio del Latemar, lo sci si trasforma in uno skitour gastronomico che porta fino al ristorante panoramico In.Treska, a 2.200 metri, nella skiarea Latemar Dolomites tradizione e innovazione si sposano in cucina. E sull'Alpe Cermis, il Rifugio Paión rinasce a nuova vita: elegante e accogliente, coniuga self service e servizio al tavolo in un'atmosfera calda e conviviale.
Mentre in Val di Fassa, il Rifugio InAlto, sospeso a 2.500 metri al Col Margherita, porta la firma di chef Alfio Ghezzi e trasforma la sosta tra una sciata e l'altra in un'esperienza di cucina stellata e vista stellare sulla Marmolada, la Civetta e le Pale di San Martino.