Che tristezza dover pagare per avere amici su internet

AAA amici vendesi! Una società australiana, la uSocial, offre amici da integrare al proprio profilo Facebook e per questa settimana propone promozioni particolari per dare slancio all'iniziativa: si va dagli 87 euro per l'acquisto di un pacchetto di mille amici sino ai 654 euro per uno stock di cinquemila. Chi trova un amico, trova un tesoro - recitava un vecchio adagio - e racimolarne così tanti a due soldi sembrerebbe proprio un'occasione imperdibile.
Cicerone riteneva l'amicizia nihil aliud melius a deis immortalibus datum sit, cioè la cosa migliore concessa dagli dei agli uomini. Dal suo scritto Laelius de amicitia è però trascorso oramai qualche annetto e le regole sono cambiate. Oggi nel mercato del libero scambio informatico il mercimonio coinvolge il sentimento più nobile dell'uomo, l'amicizia. Basta un clic e, seduti comodamente al pc di casa, potrete tranquillamente fare la spesa, invitare un paio di escort e chiacchierare con centinaia di amici. Un mondo virtuale così straordinariamente bello e folle da far paura perché inarrestabile. Manca solo la procreazione digitale e le cure sanitarie via cavo, poi potremo fare tutto, proprio tutto in rete. In fin di vita basterà attaccare l'ossigenatore alla porta usb dedicata e crepare premendo il tasto INVIO. I fedeli non si preoccupino perché l'estrema unzione è assicurata: sarà sufficiente avere la forza dell'ultimo clic e collegarsi al sito www.eternoriposo.it. Lì troveranno la voce guida che li accompagnerà nei rispettivi file: paradiso, inferno o purgatorio. Tornando alla vendita dei sentimenti, ricordo che questa iniziò qualche secolo addietro con quello che viene notoriamente definito come il mestiere più antico del mondo.
Poi un passo importante nell'evoluzione del commercio umano lo segnò la medicina con la commercializzazione degli organi, espiantati persino dai moribondi. Ora nel mondo di internet la persona si smaterializza e, fatti due conti, un amico con cui chattare nel social network vale una decina di euro. Più o meno quanto un canarino o un pesce rosso. Questo è il valore della nostra amicizia in rete: quello di un uccellino in gabbia. Quella gabbia informatica che sta comprimendo l'uomo in una realtà virtuale e asfittica, nella solitudine di una schermata che parla, ride e ci consola. Internet, meraviglioso se usato con parsimonia e saggezza, è lo strumento che maggiormente globalizza le nostre esistenze. I ragazzini hanno una frenesia da connessione che supera l'orgasmo. I governi distribuiscono computer alle scuole e alle famiglie.
Oggi, diciamocelo, chi non si connette è out! Tutto bene, purché qualcuno rifletta che le normative riguardanti il mondo informatico sono carenti e soprattutto non sono uniformi. È errato che ogni singolo governo amministri un pezzetto del fenomeno maggiormente globalizzato e globalizzante del pianeta: servono leggi transnazionali che superino i confini degli stati proprio perché la rete non ha confini. È necessaria una legislazione unica mondiale o quanto meno europea e una breve, ma essenziale norma che reciti: l'amicizia non è in vendita! Non voglio propinarvi il solito bla bla sull'etica e i valori, non desidero le contumelie dei sostenitori del libero mercato a oltranza, ma penso che la vita non possa ridursi a un reality, a una videata accessibile a chiunque dove con un clic si compra tutto, amicizia inclusa. Pena il rimbambimento collettivo. E poi chissenefrega di avere mille amici virtuali, meglio averne un paio in carne ed ossa, perché l'amicizia - dicevano sempre i maestri latini - est praemiun vitae! E che diavolo di premio è, anzi che diavolo di vita è se posso comprarne a dozzine per pochi spicci?