Politica

Chiama mamma dal balcone, cade nel vuoto

«Ho visto cadere qualcosa e sul momento ho creduto fosse una bambola. Mi sono avvicinato e sono rimasto pietrificato quando ho capito che si trattava di un bambino. Respirava ancora, ho chiamato i soccorsi». A raccontare la morte del piccolo Gabriele Maneia, di cinque anni, è Davide Brocca, gestore del centro Tim che si affaccia sulla stessa strada in cui sorge il condominio dal quale il bimbo è precipitato nel vuoto. La disgrazia si è consumata in corso Massimo d’Azeglio, a Ivrea.
Gabriele abitava al sesto piano del palazzo. Ieri mattina il papà Alexander, operaio, è uscito presto per andare al lavoro e la madre Liliana Santos Ferreira, brasiliana, si è ritrovata solo in casa con il figlioletto. Gabriele stava dormendo e così la donna ha creduto che non ci sarebbe stato alcun pericolo se fosse scesa qualche istante a comprare il pane. Ha lasciato la porta della cameretta di Gabriele socchiusa ed è uscita in tutta fretta. Ma poco dopo il bimbo si è svegliato, forse ha chiamato la mamma e non avendo risposta si è alzato a cercarla. Le porte finestre dell’appartamento erano aperte e il piccolo dalla ringhiera del balcone deve aver visto la mamma che rientrava a casa con la borsa della spesa e ha cercato di attirare la sua attenzione. L’ha chiamata, ma la donna non l’ha sentito. Allora il piccolo ha avvicinato la sedia alla ringhiera e vi è salito sopra, cercando di sporgersi il più possibile dal balcone per seguire con lo sguardo la madre che già si stava infilando nel portone del condominio. Pochi istanti e Gabriele è precipitato nel vuoto. Quando è arrivata l’ambulanza il piccolo era già morto.

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