Chicago, Nashville e Memphis: sulle tracce del blues e del rock

Viaggio lungo il Mississippi River a ritmo di country, bluegrass e rock'n'roll. Tra studi di registrazione, honky-tonk e blues club

Elena Barassi

Si innalzano prepotenti i grattacieli di Chicago che portano la firma di archistar come Louis Sullivan, Frank Lloyd Wright, Frank Gehry e Rem Koolhaas, delineando lo skyline di una città, oggi tra le più influenti al mondo, che guarda sempre avanti, verso l'infinito. Le celebri note del blues risuonano ovunque nella Windy City. Sono l'emblema della sofferenza e della speranza delle popolazioni di colore. Con Edward Torrez, architetto e appassionato di musica, si percorre il Record Row, fil rouge musicale che lega indissolubilmente tutta l'area di South Michigan Avenue, dove un tempo si trovavano i più influenti studi di registrazione come la mitica Chess, da cui sono passati pure i Rolling Stones e Chuck Berry, la cui Maybellene può considerarsi a tutti gli effetti la prima canzone rock and roll della storia.

All'ombra della Trump Tower e del Chicago Tribune, il Magnificent Mile, il miglio magnifico, che comprende la Michighan Avenue, è luogo di elezione, fin dagli anni '40, per immergersi nelle atmosfere del Chicago Style. Tra i tanti, il Kingstone Mines, il blues club più antico della città, ha visto esibirsi Koko Taylor, Sugar Blue e Billy Branch mentre l'House of Blues è il club dove hanno registrato un album anche i Blues Brothers.

Più a sud il caldo abbraccio di Nashville, capitale del Tennesse, si impregna in ogni dove di musica country. Risuona negli honky-tonk della città, concentrati in buona parte sulla Broadway, dove tutto è rigorosamente live. Una colonna sonora fatta di country, rock, blues e bluegrass, tutta racchiusa nella The Country Music Hall of Fame and Museum, una vera mecca per appassionati, dove tra mostre monografiche di Loretta Lynn e Waylon Jennings, si trovano la Cadillac e il pianoforte aureo di Elvis e pure, spartiti, vinili, locandine e foto di Jerry Lee Lewis, Patsy Cline, Neil Young e Johnny Cash. E proprio a quest'ultimo, icona della cultura musicale americana e figura emblematica dei valori dell'American dream, è dedicato The Johnny Cash Museum (JCM), al cui interno si trova la più completa collezione di oggetti esistenti al mondo di Johnny. Luogo cult resta però il Ryman Auditorium, dove nacque il bluegrass, celebre per la sua eccezionale acustica e per avere ospitato musicisti come James Brown, Patsy Cline e Bruce Springsteen e, dal 1943, per essere stata la sede del Grand Ole Opry, il più longevo programma radiofonico musicale degli States. Al quale oggi si ha la possibilità di assistere in diretta dalla Grand Ole Opry House. Imperdibili, in questa full immersion, gli studi di registrazione, veri e propri luoghi della memoria. Come l'RCA Studio B, culla del Nashville Sound negli anni '60, dove Elvis incise alcune delle sue hit più famose. E sono le note struggenti ed indimenticabili di Are You Lonesome Tonight che accompagnano il viaggio verso l'ultima meta, Memphis, effervescente città adagiata lungo il Mississippi, legata in un nodo indissolubile con i 2 king della storia americana. Da un lato Martin Luther King, assassinato in una stanza del Lorraine Motel. Il leader della lotta per i diritti civili, l'uomo che con il suo discorso «I have a dream» cambiò il corso della storia per le minoranze di colore. E poi lui, Elvis Presley, icona senza tempo che, mixando sapientemente blues, pop e country, diede vita al rock'n'roll. La sua Graceland, il secondo luogo più visitato degli States dopo la Casa Bianca, è un amarcord della sua vita, dei suoi successi, dei suoi dischi, del suo immenso parco macchine. E i Sun Studio, vera pietra miliare del rock, sono il luogo dove un giovanissimo Elvis incise i suoi primi successi e da cui passarono negli anni pure Ike Turner, Jerry Lee Lewis e perfino gli U2 con il mitico BB King. 14 Grammy per il re del blues a cui è dedicato il B. B. King's Blues Club sull'iconica Beale Street dove, di sera, è tutto un fermento di insegne al neon e musica dal vivo. Una colonna sonora intrisa di ricordi. Da tenere stretta nel cuore.

Info: www.visittheusa.com, www.choosechicago.com, www.visitmusiccity.com, www.memphistravel.com. Si vola a Chicago via Newark con United Airlines www.united.com/en/it a partire da 420 euro tasse incluse.

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