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Pogacar, poker alla Liegi: "Ma non è stato semplice"

Festa contenuta per lo sloveno col lutto al braccio per la morte dell'ex compagno Munoz

Pogacar, poker alla Liegi: "Ma non è stato semplice"
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Se l'è trovato ancora una volta alle spalle, come alla Strade Bianche. Se l'è ritrovato anche sulle strade della Liegi, bello ed elegante come un angelo, tanto è vero che non è un caso che sia stato ribattezzato l'angelo di Liegi, ma ieri pomeriggio Taddeo Pogacar, che il volto da putto ce l'ha ancora oggi che non è più un ragazzino, con il sorriso carogna di chi è pronto a far saltare il banco, ha vestito i panni dell'angelo sterminatore, prima di andarsi a prendere per la quarta volta la decana delle classiche, quella Liegi che al pari del Lombardia non mente mai e premia sempre il più forte.

Alle sue spalle un ragazzino di soli 19 anni, che mercoledì si è preso con autorità la Freccia Vallone, ma ben presto si prenderà la scena. «È stato un osso duro ha spiegato il campione del mondo che ha dedicato il successo a Camilo Christian Munoz, il colombiano morto due giorni fa e che è stato suo compagno di squadra alla Uae dal 2019 al 2021.

Pogacar trionfa per la quarta volta nella Liegi-Bastogne-Liegi ma soltanto al sesto attacco riesce a piegare il talento transalpino. Pogi prova a liberarsene sulla sua Redoute: tre accelerazioni ai 35 km dell'arrivo. Niente da fare: Seixas si ingobbisce e risponde colpo su colpo. Digrigna i denti fino a quando all'ultima accelerazione Pogacar - a 13,9 km dal traguardo lo manda ko. «Corro sempre per vincere. Non è stato semplice, ma sono felice di essere arrivato da solo», dirà al termine Pogi, con tanto di lutto al braccio per il povero Munoz e dopo aver incamerato la 13° Monumento della carriera alla media record di 44,400 km/h. Terzo il grande battuto Remco Evenepoel, che si è staccato già nei primi metri della Redoute, a 1'41, che vince la volata dei battuti.

Intanto le classiche Monumento lasciano il posto ai Grandi Giri. Per Taddeo l'obiettivo del quinto Tour, che lo farebbe entrare nel club con Anquetil e Merckx, Hinault e Indurain.

Nel 2027 il suo prossimo obiettivo sarà un'impresa oltre qualsiasi limite: vincere i tre Grandi Giri Giro, Tour e Vuelta nella stessa stagione. Sembra follia. Sembrano azzardi che solo con l'ausilio di un videogioco si può rendere vero, ma Pogi è forse qualcosa di più di un gioco per ragazzi.

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