Cina, 5 anni a un giornalista

Pechino. Cinque anni di prigione. È questa la condanna inflitta al giornalista cinese Ching Cheong del quotidiano di Singapore The Strait Times, giudicato colpevole di spionaggio a favore di Taiwan dal Tribunale intermedio del popolo n. 2 di Pechino. Un giro di vite iniziato già in agosto, quando sono stati condannati Chen Guangcheng, l’avvocato che ha difeso le vittime di aborti e sterilizzazioni forzati (quattro anni e tre mesi per vandalismo), il collaboratore del New York Times Zhao Yan (tre anni per truffa, dopo che le accuse di spionaggio erano cadute) e l’avvocato dissidente Gao Zhisheng, arrestato perché sospettato di «attività criminali». Ching Cheong, 56 anni, è stato arrestato nell’aprile del 2005 a Guangzhou, nel Sud della Cina. Sua moglie Mary Lau, anche lei giornalista, ha raccontato che il marito stava lavorando sugli scritti inediti di Zhao Ziyang, il leader riformista caduto in disgrazia per essersi opposto, nel 1989, all’intervento militare contro gli studenti che occupavano la piazza Tiananmen. L’agenzia ufficiale Nuova Cina ha affermato che il giornalista avrebbe fornito informazioni a due impiegati di una fondazione taiwanese, usata come copertura per i servizi segreti del governo di Taipei. Cheong ne era al corrente, ma avrebbe comunque accettato un pagamento di trecentomila dollari di Hong Kong (circa trentamila euro).

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