Cina, operai in sciopero alla Toyota di Tianjin

E' l'ultimo di una serie di scioperi che si sono verificati in diverse fabbriche della Cina. A protestare sono i giovani operai immigrati dalle regioni rurali più povere. Agitazione alla Honda Locks di Zhongshan: gli operai hanno ripreso il lavoro martedì scorso in attesa di una nuova offerta di aumento salariale da parte dell'azienda

Pechino - Un nuovo sciopero, il secondo della settimana, è in corso da ieri in una delle fabbriche che producono per la compagnia giapponese Toyota a Tianjin, la città portuale a circa cento chilometri da Pechino. Lo hanno riferito operai di fabbriche vicine. I lavoratori della Toyota Gosei di Tianjin avevano incrociato le braccia per la prima volta martedì scorso.

Un rappresentante dell' azienda ha affermato che trattive sono in corso sulle richieste di aumenti salariali presentate dagli operai. Quello della Toyota è l' ultimo di una serie di scioperi che si sono verificati in diverse fabbriche della Cina, in particolare nelle province più industrializzate del sud. A protestare sono i giovani operai immigrati dalle regioni rurali più povere, che sono in tutto circa 130 milioni. L'agitazione é ancora in corso alla Honda Locks di Zhongshan, nella provincia del Guangdong, dove gli operai hanno ripreso il lavoro martedì scorso in attesa di una nuova offerta dell'azienda dopo che una prima proposta di modesti aumenti salariali è stata respinta. Il giornale del Partito Comunista Cinese, il Quotidiano del Popolo ha affermato nei giorni scorsi, dopo un pronunciamento a favore degli operai del premier Wen Jiabao, che un miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori è necessario per garantire la "stabilità".

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