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I predatori dell'arca perduta, ecco come è nato il primo film di Indiana Jones

I predatori dell'arca perduta è il primo capitolo della saga cinematografica legata al personaggio di Indiana Jones: ecco come tutto è nato

I predatori dell'arca perduta, ecco come è nato il primo film di Indiana Jones

Uscito nel 1981 e in onda questa sera alle 21.25 su Italia 1, I predatori dell'Arca Perduta rappresenta il primo capitolo della fortunatissima saga cinematografica dedicata all'archeologo Indiana Jones, portata sul grande schermo da Steven Spielberg e diventata - soprattutto per quanto riguarda i primi tre capitoli - una pietra miliare del cinema d'avventura se non del cinema in generale.

I predatori dell'arca perduta, la trama

È il 1936 e il professor Henry Jones Jr. (Harrison Ford), meglio conosciuto con il nome di Indiana, dopo una spedizione in Perù, torna all'università di Princeton. La sua speranza di riprendere la sua vita accademica viene però subito mandata in frantumi quando viene "assoldato" per una missione volta a impedire ai nazisti di impossessarsi della mitica Arca dell'Alleanza, una reliquia sacra che contiene ciò che rimane delle Tavole della Legge con cui Dio dettò le sue regole al popolo di Israele guidato da Mosé. Indiana Jones parte dunque alla volta del Nepal, dove dovrebbe trovare un medaglione che svela l'esatta ubicazione dell'Arca e che è in possesso del suo vecchio professore Ravenwood. Sul luogo Indiana Jones incontra la figlia del suo mentore, Marion (Karen Allen), che gestisce gli affari di famiglia dopo la morte del padre. Indiana Jones e Marion, inseguiti dai nazisti, decideranno di viaggiare insieme alla ricerca del mitico manufatto, senza sapere quale straordinaria avventura li attende.

Come è nato il mito di Indiana Jones?

Ci sono personaggi della storia del cinema che sono destinati a sopravvivere al tempo: personaggi che non rimangono reclusi nella distribuzione di un film ma quasi assurgono alla sfera del mito e della leggenda. Si tratta di quei personaggi che il pubblico impara a conoscere quasi per osmosi, che entrano di prepotenza nell'immaginario collettivo, radicandovisi così a fondo che è impossibile, poi, anche solo immaginare un mondo dove essi non siano alla portata di tutti. È il caso, senza dubbio, di Indiana Jones. I primi tre capitoli che compongono la trilogia principale - I predatori dell'Arca Perduta, Il tempio maledetto e L'ultima crociata - sono davvero delle pietre miliari, delle pellicole che spesso vengono prese a modello per spiegare come dovrebbe essere fatto un film d'avventura di successo. Anche ciò che viene mostrato, ad esempio, nei film del Marvel Cinematic Universe, coi suoi personaggi ironici ma spesso molto convinti di sé, viene dalla tradizione di cui la saga di Indiana Jones ha gettato le basi. E il potere di questo personaggio nell'industria del cinema è dimostrato, ad esempio, anche dal fatto che a quarantadue anni dall'uscita del primo film, è stato presentato al Festival di Cannes il quinto episodio della saga, Indiana Jones e il quadrante del destino. Tra i personaggi più famosi tra quelli interpretati da Harrison Ford - insieme a quelli portati sul grande schermo per Star Wars e Blade Runner - Indiana Jones ha finito col diventare il simbolo del cinema stesso. E, forse, non dovrebbe sorprendere che la sua creazione è legata a due personalità cardine della settima arte.

Come si legge sul sito dell'Internet Movie Data Base, infatti, l'idea per I predatori dell'arca perduta nacque alle Hawaii, dove il regista Goerge Lucas si era rintanato per scappare dalla pressione di un suo film in uscita. Il film in questione era Guerre Stellari, quello che poi sarebbe diventato il primo capitolo di una delle saghe di fantacienza più famose e redditizie al mondo. All'epoca, però, Lucas non era così sicuro del suo film. L'anno era il 1977 e il regista non era certo che il pubblico americano, diviso tra i problemi che colpivano la nazione, avrebbe gradito la classica storia del Prescelto che viene chiamato a salvare il mondo grazie all'intervento di un mentore. Usato oggi come strumento di studio di come si scrive una sceneggiatura e dei passaggi fondamentali di qualsiasi forma di storytelling, Guerre Stellari per Lucas era un film destinato a essere un fallimento. Il regista ne era così sicuro che invece di prendere parte alla premiere del film scappò alle Hawaii e qui fu raggiunto dall'amico Steven Spielberg, che gli fu di supporto finché Lucas non scoprì gli incassi del suo film, che tutto era tranne che un flop. Dopo essersi tranquillizzato su questo punto, George Lucas tornò ad essere presente a se stesso e si godette la vacanza con il suo amico. Fu proprio in questo contesto, mentre stavano in spiaggia a costruire insieme un castello di sabbia con le onde dell'oceano che si infrangevano a breve distanza, che Spielberg confessò a Lucas di voler fare un film sullo stile di James Bond. A quel punto Lucas confessò a sua volta che era da tempo che stava girando intorno all'idea di realizzare un film incentrato non su un agente segreto, ma su un professore archeologo fuori dall'ordinario. I due registi parlarono di questo progetto, che aveva già il titolo di I predatori dell'Arca Perduta, e quando tornarono a casa scrissero immediatamente la sceneggiatura insieme a Lawrence Casdan. Harrison Ford, che era già apparso in Star Wars nei panni di Han Solo, finì poi con l'avere il ruolo di protagonista.

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