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È morto Tom Stoppard, premio Oscar e gigante della scena britannica

Tom Stoppard, drammaturgo e sceneggiatore britannico nato in Cecoslovacchia, è morto a 88 anni nella sua casa nel Dorset. Premio Oscar per Shakespeare in Love e autore di capolavori come Rosencrantz e Guildenstern sono morti, Arcadia e Leopoldstadt, ha lasciato un segno profondo nel teatro e nel cinema contemporanei

È morto Tom Stoppard, premio Oscar e gigante della scena britannica
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Tom Stoppard, drammaturgo e sceneggiatore britannico noto per la brillantezza e l’ironia delle sue opere, vincitore dell’Oscar per la sceneggiatura di Shakespeare in Love (1998), è morto all’età di 88 anni. Secondo quanto riferito dall’agenzia United Agents, Stoppard è scomparso “pacificamente” nella sua casa nel Dorset, nel sud dell’Inghilterra, circondato dalla famiglia.

Lo ricorderemo per le sue opere, per la loro brillantezza e umanità, per il suo spirito arguto e irriverente, per la generosità d’animo e il profondo amore per la lingua inglese”, ha dichiarato l’agenzia. I teatri del West End londinese abbasseranno le luci per due minuti alle 19:00 di martedì in segno di riconoscimento per l’artista.

Una carriera straordinaria

Nato come Tomás Sträussler nel 1937 a Zlín, nell’allora Cecoslovacchia, Stoppard visse un’infanzia travagliata. La sua famiglia ebrea fuggì dall’invasione nazista prima a Singapore e poi in India. Il padre morì durante la fuga e la madre si risposò con un ufficiale inglese, Kenneth Stoppard, da cui Tom prese il cognome. Nel 1946 la famiglia si stabilì definitivamente in Gran Bretagna. Dopo gli studi, iniziò a 17 anni come giornalista e critico teatrale, affinando la precisione linguistica e la sensibilità per il teatro che avrebbero caratterizzato tutta la sua opera.

Il successo arrivò nel 1966 con Rosencrantz e Guildenstern sono morti, una tragicommedia surreale che rielabora Amleto di Shakespeare dal punto di vista dei due personaggi secondari. L’opera debuttò al Festival di Edimburgo, fu rappresentata al National Theatre e approdò poi a Broadway, segnando una svolta nel teatro contemporaneo. Negli anni successivi, Stoppard consolidò la sua fama con opere come Travesties (1974), The Real Thing (1982), Arcadia (1993), The Coast of Utopia (2002), Rock’n’Roll (2006) e Leopoldstadt (2020), quest’ultima ispirata alla storia della sua famiglia ebrea viennese.

La passione per il cinema e la sceneggiatura

Stoppard collaborò anche con il cinema, firmando sceneggiature per film celebri: da Brazil (1985) di Terry Gilliam a Empire of the Sun (1987) di Steven Spielberg, fino al grande successo con Shakespeare in Love (1998), che gli valse l’Oscar per la miglior sceneggiatura adattata. Ha diretto anche la trasposizione cinematografica di Rosencrantz e Guildenstern sono morti (1990) e ha adattato o tradotto opere di altri autori, tra cui i testi del dissidente ceco Václav Havel.

Il suo stile inconfondibile

Le opere di Stoppard sono celebri per l’ingegno linguistico, i giochi di parole, l’umorismo raffinato e la profondità filosofica. Spesso i suoi personaggi affrontano dilemmi morali, esili, perdite e il senso dell’esistenza, bilanciando leggerezza e riflessione. Secondo la biografa Hermione Lee, il segreto delle sue opere è la combinazione di linguaggio, conoscenza e sentimento, che rende la sua produzione unica e immortale.

Il grande impegno civile

Stoppard fu anche un forte sostenitore dei diritti umani. Negli anni Settanta visitò la Cecoslovacchia e l’Unione Sovietica come membro di Amnesty International, incontrando dissidenti e denunciando abusi politici. Molte sue opere teatrali contengono riflessioni sulla libertà e la responsabilità morale.

La sua vita privata e riconoscimenti

Stoppard si sposò tre volte: con Jose Ingle, Miriam Stern (nota come Dr. Miriam Stoppard) e Sabrina Guinness. Ebbe quattro figli, tra cui l’attore Ed Stoppard, e numerosi nipoti. Tra i suoi riconoscimenti più importanti ci sono l’Oscar, il Tony Award, numerosi Laurence Olivier Award e la nomina a cavaliere dalla Regina Elisabetta II nel 1997.

La grande eredità

Con una carriera lunga sei decenni, Stoppard ha trasformato il linguaggio in teatro e il

teatro in riflessione, lasciando un’eredità culturale e artistica immensa. Le sue opere continueranno a ispirare generazioni di spettatori e lettori, celebrando il potere delle parole e della creatività.

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