Riparte la balla del Batman fascista: la follia che circola in rete

C'è chi pensa che Batman sia un fascista vendicativo. Ma non è così. È un uomo, anzi: un cavaliere. Il cavaliere nero

Riparte la balla del Batman fascista: la follia che circola in rete
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A volte i social non hanno logica. O meglio: hanno la loro, che è incomprensibile ai più. In questi giorni, infatti, alcuni utenti hanno cominciato a condividere un vecchio articolo de Il Domani, intitolato: Perché ci piace quel fascista di Batman che riporta l’ordine.

I toni sono ovviamente scandalizzati: come possiamo essere affascinati da un uomo che usa la forza per riportare l’ordine? Non lo sappiamo. O forse sì. Batman ci piace così tanto perché è "naturale". Nel senso che ogni uomo dovrebbe essere così: forte, coraggioso, capace di proteggere gli altri e pronto ad essere ferito per un bene più grande. Batman è l’immagine perfetta della virilità, della quale hanno bisogno sia gli uomini sia le donne. L’uomo pipistrello è un cavaliere. Anzi: il cavaliere oscuro.

Contrariamente a quanto scrive Il Domani, inoltre, Bruce Wayne non usa la maschera per proteggere se stesso, ma gli altri, ovvero le persone che ama: “Non mi è concesso il lusso di avere amici”, dice infatti in Batman begins. Così facendo, rinuncia anche a qualsiasi idea di gloria o soddisfazione personale. Batman fa quello che deve fare e basta. Anzi: quello che ha scelto di fare. “Quello che faccio è il retaggio della mia famiglia. Se non posso cambiare le cose, se non posso essere d’aiuto, non mi importa di cosa può accadermi”, afferma Bruce Wayne. È una tradizione che si tramanda. Suo padre è morto per salvarlo. Ora, quello che un tempo era un rachitico orfanello, è pronto a difendere gli altri. Perché ha compiuto un cammino, che lo ha fortificato nel corpo e nella mente. Si è sottomesso a un codice, proprio come i cavalieri medievali.

Era proprio questa norma, difficile e complessa, a renderli pienamente felici, pur nelle difficoltà e nelle sofferenze. Ma qual era? È la Dama del Lago a farci l’identikit del cavaliere, che deve essere “cortese senza bassezze, buono senza fellonia, pietoso verso i bisognosi, generoso e sempre pronto a soccorrere i miseri, a uccidere i ladri e gli assassini, a rendere equo giudizio senza amore e senza odio, senza debolezza di cuore per avvantaggiare il torto, arrecando danno al diritto, e senza odio per non nuocere alla giustizia facendo trionfare il forte. Un cavaliere non deve, per paura della morte, compiere atto alcuno macchiato da sospetto di vergogna, ma deve temere l’ignominia più della morte”. Parla di Lancillotto, la Dama del Lago. Ma anche di Batman. E pure a tutti gli uomini.

Questo ideale si può raggiungere. E noi dobbiamo sforzarci di farlo. È per questo che ci affascina Batman: ci mostra chi possiamo diventare, se lo desideriamo.

E ci dimostra che un uomo-uomo, un cavaliere, è meglio dei maschi insicuri prodotti negli ultimi decenni. Il cavaliere oscuro è la realtà che si impone sull’ideologia. È l’ordine che vince il caos. È il bene che annienta il male. Con buona pace degli autori, in crisi di nervi, de Il Domani.

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