da Nicosia
La data di apertura dei negoziati, il 3 ottobre, è ormai alle porte, ma la strada per lingresso della Turchia nellUnione europea da ieri sembra ancora più in salita. E Cipro ha avvertito che se non si sbloccherà lostinazione di Ankara contro il riconoscimento della Repubblica di Cipro, il governo di Nicosia potrebbe impedire persino lavvio dei colloqui stessi.
«Se non cè accordo, significa che non cè accordo sul quadro dei negoziati e ciò vuol dire ovviamente che i negoziati di adesione non cominceranno il 3 ottobre», ha dichiarato alla radio nazionale il portavoce del governo cipriota, Kypros Chrysostonides. Nel braccio di ferro tra i due esecutivi cè anche la questione dellapertura dei porti turchi alle navi provenienti da Cipro: «Devono essere aperti a tutte le imbarcazioni degli Stati membri, compreso Cipro», ha detto senza mezzi termini il commissario europeo per lallargamento, Olli Rehn. Laffondo più duro giunto ieri ai danni di Ankara arriva proprio da lui, da Rehn, che ha definito «increscioso» il mancato riconoscimento di Cipro (tra laltro membro della nuova Europa a 25) da parte della Turchia, precisando che un atteggiamento simile «obbliga Bruxelles a reagire con una controdichiarazione che fissa le responsabilità che vogliamo che la Turchia si assuma».
I temi e i punti di disaccordo, insomma, sono sempre gli stessi ma il clima con cui si rischia di arrivare - o di non arrivare - allappuntamento del 3 ottobre si fa sempre più pesante. Ultima questione che getta altra carne al fuoco la data del processo contro lo scrittore Orhan Pamuk, fissata per il 16 dicembre, giorno in cui ricorre lanniversario della decisione del Consiglio europeo di avviare i negoziati di adesione con il governo del premier turco Erdogan.
Cipro: «Fermeremo i negoziati europei se il governo turco non ci riconoscerà»
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