«In città gira troppa droga, basta patteggiamenti»

Dopo la battaglia sull’alcol, che da inizio agosto prende di mira anche gli under 16 con multe fino a 450 euro per chi viene pescato a bere birra e cocktail, la prima uscito post ferie del sindaco ieri è stata l’occasione per lanciare la lotta al consumo e spaccio di droga. E questa volta non si limita a un’ordinanza, ma chiede al governo di modificare la legge nazionale. «Eliminare il patteggiamento per i reati di droga e superare la distinzione ex post tra consumo e spaccio: oggi il testo di legge lascia una certa discrezionalità ai giudici, e questo in alcuni casi ha comportato persino delle discriminazioni di carattere sociale tra le persone, con giovani “bene“ per cui il possesso di 51 grammi di cocaina è stato considerato non spaccio ma un “rifornimento“ per le vacanze». Dunque, la modifica che Letizia Moratti lancia da Milano e che verranno formalmente presentate al Viminale dal prefetto Gian Valerio Lombardi, chiede di «ancorare rigorosamente alle tabelle il confine tra spaccio e consumo». Proposta condivisa al Comitato per l’ordine e la sicurezza ieri in prefettura, a cui hanno partecipato anche il vicesindaco Riccardo De Corato, l’assessore comunale Mariolina Moioli, quello della Provincia Stefano Bolognini e don Virginio Colmegna. Sul tavolo, il confronto sui reati degli ultimi due anni, dal primo gennaio al 24 agosto, con un calo nel 2009 del 16%. Esaminando i fogli, il prefetto non trova un solo caso di aumento. Confortanti invece il -35% delle rapine, il 17% in meno di violenze sessuali, addirittura il 57 per le rapine negli uffici postali. Un risultato «frutto del lavoro di squadra» ammette Gian Valerio Lombardi, «e soprattutto delle ordinanze che il sindaco ha fatto in base al provvedimento Maroni». «Fa piacere - la Moratti non lo nasconde - che il prefetto abbia riconosciuto l’effetto positivo dei provvedimenti comunali, dimostra che il lungo lavoro avviato da questa amministrazione andava nella giusta direzione e ha dato frutti positivi». Anche il Patto per la sicurezza siglato tra Comune e Provincia, «che ha permesso di mettere in campo strumenti e risorse aggiuntive» fa presente il prefetto, tant’è che al tavolo è già emersa l’idea di rifinanziarlo per il prossimo anno.
Rivoluzione in arrivo invece per le case popolari del Comune: i contratti con i tre gestori stanno per scadere e Palazzo Marino passerà il compito ad Aler, da cui intende adottare al più presto i sistemi di allarme anti-intrusione, per abbattere il fenomeno delle occupazioni abusive. «Il modello Aler - ammette il prefetto - facilita l’intervento in flagrante e scoraggia dal tentare le occupazioni. Nel patrimonio che gestisce l’azienda, si è passati dal 78 al 95% degli alloggi recuperati. Ora lo adotterà sperimentalmente anche il Comune, ma continuerà pure l’azione di allontanamento degli abusivi, il numero è già calato in maniera sensibile, solo 3 o 4 anni fa erano 6-7mila». Sarà un tavolo tecnico invece ad esaminare le modalità per far partire il piano di ridimensionamento dei campi rom, che ha ottenuto dal governo ad agosto fondi per 13,5 milioni. L’obiettivo, conferma il sindaco, «è arrivare ad un forte alleggerimento».
Sempre mosso dal fattore sicurezza è l’intervento per rimuovere l’amianto partito giorni fa al Teatro alla Scala e che costringe per due mesi a chiudere parte del Loggione. Un intervento che ha scatenato la protesta di chi aveva già acquistato i biglietti e non si accontenta del rimborso. A parziale compensazione, il sindaco (a cui ieri i sindacati hanno chiesto un incontro urgente) e il sovrintendente Lissner stanno valutando la possibilità di offrire uno spettacolo gratuito dedicato ai loggionisti delusi.