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Carta del docente, via libera al bonus: quanto vale e chi può ottenerlo

Importo, requisiti, data di attivazione e spese ammesse: le indicazioni per utilizzare il contributo destinato alla formazione degli insegnanti

Carta del docente, via libera al bonus: quanto vale e chi può ottenerlo
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Torna anche per l’anno scolastico 2025/2026 la Carta del docente, il bonus destinato alla formazione e all’aggiornamento professionale degli insegnanti delle scuole statali. La piattaforma è stata riattivata e consente ai docenti di verificare il credito disponibile e generare i buoni da utilizzare per l’acquisto di libri, strumenti tecnologici e attività culturali o formative.

Si tratta di una misura ormai consolidata nel sistema scolastico italiano, pensata per sostenere la crescita professionale degli insegnanti e favorire l’aggiornamento continuo delle competenze. Quest’anno, tuttavia, non mancano alcune novità: l’importo del bonus è stato ridotto rispetto al passato, mentre la platea dei beneficiari è stata ampliata.

Quanto vale il bonus

Per il 2025/2026 il valore della Carta del docente è di circa 380 euro per ciascun insegnante. Negli anni scorsi il contributo era pari a 500 euro, ma la cifra è stata ridimensionata in seguito all’estensione del beneficio a un numero maggiore di docenti.

L’importo non è più stabilito in modo fisso: viene determinato ogni anno attraverso un decreto ministeriale, tenendo conto delle risorse disponibili e del numero complessivo dei beneficiari.

Chi può accedere alla Carta

La Carta continua a essere destinata agli insegnanti delle scuole statali, ma con una platea più ampia rispetto al passato. Oltre ai docenti di ruolo, possono accedere al bonus anche i supplenti con incarico annuale fino al 31 agosto e quelli con contratto fino al 30 giugno, cioè fino al termine delle attività didattiche.

Il beneficio riguarda inoltre il personale educativo dei convitti e degli educandati e i docenti impegnati nell’anno di formazione e prova. Restano invece esclusi il personale ATA e le altre figure non appartenenti al corpo docente.

L’estensione ai supplenti rappresenta una delle principali novità degli ultimi anni e arriva anche dopo diverse pronunce della giustizia amministrativa e del lavoro, che hanno riconosciuto il diritto alla formazione professionale anche ai docenti con contratto a tempo determinato.

Quando si può attivare

Per l’anno scolastico 2025/2026 la piattaforma della Carta del docente è attiva dal 9 marzo 2026. Gli insegnanti possono accedere al portale utilizzando le proprie credenziali digitali, cioè Spid o Carta d’identità elettronica (Cie).

Una volta entrati nella piattaforma è possibile verificare il credito disponibile e generare i voucher da utilizzare presso gli esercenti o gli enti di formazione che aderiscono all’iniziativa.

Come si può utilizzare il bonus

La Carta del docente può essere utilizzata esclusivamente per spese legate alla formazione e all’aggiornamento professionale. Tra gli acquisti consentiti rientrano libri e pubblicazioni anche digitali, corsi di formazione e master, software didattici, computer e tablet.

Il bonus può inoltre essere utilizzato per acquistare biglietti per musei, cinema, teatri ed eventi culturali, oppure per strumenti utili all’attività didattica, come quelli musicali.

Negli ultimi anni sono state introdotte anche alcune limitazioni per quanto riguarda i dispositivi tecnologici. In particolare, l’acquisto di hardware e software è consentito una sola volta ogni quattro anni, per garantire che il bonus venga utilizzato effettivamente a fini formativi.

Entro quando va speso il credito

Il credito assegnato con la Carta del docente ha validità biennale. Questo significa che il bonus relativo all’anno scolastico 2025/2026 potrà essere utilizzato fino al 31 agosto 2027.

Eventuali somme non spese durante l’anno scolastico resteranno quindi disponibili anche nel periodo successivo, entro la scadenza prevista.

Nel complesso, la Carta del docente continua a rappresentare uno degli strumenti principali a disposizione degli insegnanti per investire nella propria formazione.

La riduzione dell’importo rispetto ai 500 euro degli anni passati ha riacceso il dibattito sull’entità del contributo, ma l’allargamento della platea consente oggi a un numero maggiore di docenti, compresi molti precari, di accedere a un sostegno economico per aggiornare le proprie competenze professionali

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