Si preparano massicci controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate. Con il provvedimento 123160/2026 si è raggiunto un importante punto di svolta per quanto concerne la lotta all'evasione. Sono infatti stati definiti quei criteri che identificano un potenziale contribuente a rischio. Nei confronti dei soggetti che saranno inseriti in questa categoria scatteranno le verifiche del Fisco.
Emanato il 22 aprile scorso, il provvedimento di Agenzia delle Entrate introduce i punteggi ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) indispensabili per avere accesso ai vantaggi del regime premiale relativo al 2025. Tale provvedimento, però, non si limita solo a premiare, ma anche a orientare eventuali controlli. I contribuenti che hanno ottenuto un punteggio pari o inferiore a 6 vengono considerati non affidabili dal punto di vista fiscale. Per questi soggetti c'è l'inserimento in apposite liste che porteranno poi a controlli mirati per rischio evasione.
Ma chi può essere considerato a rischio? Nei confronti di chi intende muoversi il Fisco?
Come abbiamo visto, con gli anni l'Agenzia delle Entrate ha messo a punto operazioni di verifica sempre più mirate.
A dover fare attenzione sono i possessori di partita IVA. Chi presenta un indice ISA pari o inferiore a 6 potrebbe effettivamente subire dei controlli. Stesso discorso su chi non ha aderito al Concordato preventivo biennale.
Per quanto riguarda le partite IVA, ci sarà prima di tutto un controllo di tipo formale finalizzato a individuare eventuali incongruenze tra ciò che viene dichiarato dal contribuente e quanto risulta ad Agenzia delle Entrate mediante i dati raccolti mediante fatturazione elettronica. Il tutto regolato dall'art. 36-ter DPR 600/73. A seconda da ciò che risulterà dalla verifica può scattare una Comunicazione di Irregolarità (CIR). In questa notifica il Fisco segnala l'anomalia e propone al contribuente la strada della definizione agevolata, ossia il versamento dell'imposta con riduzione delle sanzioni.
Può anche esserci la via dell'accertamento analitico, con controlli più approfonditi su fatture, scritture contabile e tutta quanta la documentazione disponibile.Ad attirare l'attenzione del Fisco sono anche quelle spese del contribuente che si discostano molto da quanto lui dichiarato. In questo caso viene usato il cosiddetto evasometro.