La guerra in Medio Oriente ha fatto schizzare verso l'alto i prezzi del carburante e ciò sta avendo un impatto significativo nel settore dei viaggi, anche in prospettiva del prossimo futuro. Da settimane gli allarmi si fanno sempre più presenti. A creare problemi non è soltanto la riduzione degli approvvigionamenti, ma anche la chiusura di certi aeroporti e l'impossibilità di volare in alcune rotte. Così le compagnie per cercare di tamponare i danni ai propri conti, scaricano i costi sui viaggiatori.
Pare infatti che siano in arrivo ulteriori aumenti dei prezzi, cosa che si ripercuoterà sulle tasche dei viaggiatori. Ad aumentare non saranno soltanto i prezzi dei voli in sé, ma anche quelli sui bagagli. Portare con sé la propria valigia potrebbe avere presto avere un prezzo superiore rispetto a quello cui siamo abituati.
Alcune compagnie hanno già adottato questa strategia. Ad aumentare il prezzo del bagaglio a mano e in stiva è stata JetBlue, compagnia aerea low-cost statunitense. Già da fine marzo JetBlue Airways ha cominciato ad applicare tariffe modificate ai bagagli extra a seconda della data del viaggio. Si parla di un rincaro di 4 dollari per il primo bagaglio e di 9 dollari per la valigia in stiva, tutto sui voli nazionali.
A seguire l'esempio è stata United Airlines, che ha annunciato un aumento fino a 10 dollari sul primo e sul secondo bagaglio per le tratte che includono Stati Uniti, Messico, America Latina e Canada.
Il timore è che presto molte altre compagnie, specialmente le low cost, scelgano di adottare questa soluzione. In questi giorni ci sono state delle dichiarazioni da parte di Ryanair, Lufthansa e ITA Airways, che hanno addirittura parlato di riduzione del 5-10% dei voli nel periodo estivo.
Tutto ciò, ovviamente, viene giustificato come una necessaria conseguenza all'aumento dei costi del carburante.Per cercare di risparmiare, l'unica cosa da fare, almeno in questo momento, è cercare di viaggiare con pochi bagagli. Meglio con il solo bagaglio a mano da riporre sotto il sedile.