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Energia "razionata": ipotesi targhe alterne e più smart working

Si cerca di correre ai ripari anche in Europa con un piano strategico per risparmiare energia che potrebbe via via farsi più restrittivo se non verrà riaperto in tempi brevi lo Stretto di Hormuz

 Energia "razionata": ipotesi targhe alterne e più smart working
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Quando si parla di energia, non ci si riferisce soltanto al tema molto caldo e quotidiano del carburante per gli aerei che potrebbe progressivamente diminuire se la crisi in Medio-Oriente non verrà risolta a breve termine. In senso più ampio, il consumo energetico riguarda diversi aspetti della vita quotidiana di milioni, miliardi di persone in tutto il mondo ma che adesso sarà messo a dura prova dalla guerra in atto.

Le misure da adottare

Non siamo ancora in piena emergenza ma l’Ue e l’Italia studiano dei programmi per risparmiare quanta più energia un po’ come fossimo ai tempi del Covid. Dunque, sarà “rispolverato” il lavoro da remoto, quello smart working che abbasserà notevolmente i consumi di carburante per spostarsi da casa a lavoro con risparmi non indifferenti in tempi di austerity.

Il timore, però, è che la crisi energetica possa irrompere con forza anche sull’illuminazione pubblica che potrebbe ridursi e addirittura l’utilizzo dei condizionatori la prossima estate con l’invito a ridurne di un grado la temperatura che si imposta manualmente con i telecomandi. Per adesso, al “riparo” da misure restrittive sembrano essere sanità e didattica.

Il nodo dello Stretto di Hormuz

Se Hormuz non verrà riaperto al traffico nelle prossime settimane, sembra davvero altamente probabile che già da maggio possano essere attuate strutture straordinarie per quello che si profila come una specie di “lockdown energetico”. Significa che, in tema di energia e carburanti, potrebbero tornare con vigore le targhe alterne che un tempo servivano esclusivamente per ripulire l’aria delle grandi città ma che potrebbero servire per aumentare le scorte.

Cosa sta già accadendo in Asia

Come fa sapere l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), sono già numerosi i Paesi asiatici che stanno correndo ai ripari per risparmiare quanta più energia possibile se la crisi dovesse peggiorare. In Egitto un giorno a settimana è obbligatorio lavorare da remoto così come in Indonesia che ha introdotto un giorno “agile”, il venerdì. Filippine e Pakistan, invece, fanno i conti con una riduzione del lavoro settimanale per contenere i consumi energetici. Thailandia e Vietnam stanno invitando la popolazione a utilizzare maggiormente i mezzi pubblici incentivando, contemporaneamente, il lavoro da casa.

La situazione in Europa

Nei Paesi Ue la vicenda è ancora sotto controllo ma a fine marzo si è già espresso molto chiaramente Dan

Jorgensen, commissario Ue all’energia, con una lettera ai 27 ministri dell’energia auspicando misure in grado di contenere i consumi di carburante e “prepararsi” a potenziali interruzioni di energia nelle prossime settimane.

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