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Fisco, la Cassazione "congela" il passato: cartelle esattoriali a rischio annullamento

La Corte di Cassazione riscrive le regole sui controlli fiscali: prove inutilizzabili se raccolte violando i diritti dei contribuenti

Fisco, la Cassazione "congela" il passato: cartelle esattoriali a rischio annullamento
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Arrivano importanti novità sui controlli fiscali. La Corte di Cassazione si è espressa sul delicato argomento, ridefinendo alcuni limiti che potrebbero fare un'importante differenza in futuro, ma anche su alcuni contenziosi ancora in corso.

Anche se gli accertamenti vengono effettuati in maniera rigorosa per contrastare attività dannose come l'evasione fiscale, il Fisco non può agire senza mantenere il rispetto per alcuni paletti. Devono infatti essere rispettati alcuni basilari principi come tutela dei diritti fondamentali, proporzionalità e trasparenza. Su questo stanno puntando i giudici della Suprema Corte. Anche il contribuente che si trova sotto la lente d'ingrandimento del Fisco ha diritto a essere tutelato. In caso di violazioni commesse ai suoi danni c'è quindi il rischio di compromettere la validità dell'intero accertamento fiscale.

La domanda che in molti adesso si pongono è la seguente: le nuove rafforzate tutele valgono solo per gli accertamenti futuri, oppure sono retroattive e valgono anche sui vecchi procedimenti ancora in corso?

Per prima cosa, è bene evidenziare che a godere dei diritti fondamentali citati dai giudici non sono soltanto i privati ma anche le imprese, gli studi professionali e le attività economiche, che un tempo non disponevano di grande tutela. In questa nuova forma di pensiero, anche i locali destinati all'attività economica devono invece beneficiare dei diritti fondamentali. I giudici della Cassazione ribadiscono che i controlli devono essere proporzionati rispetto agli obiettivi fissati e, soprattutto, devono avere delle solide motivazioni. Non basta, dunque, il sospetto di evasione per avviare indagini particolarmente invasive.

L'elemento più importante di questa novità che arriva dalla Cassazione è sicuramente la considerazione che viene data alle prove considerate illegittime. Se acquisite in palese violazione di legge, quindi in modo contrario alla tutela del soggetto, tali prove non possono essere utilizzate contro il contribuente. A rafforzare questo concetto è la recente riforma dello Statuto del Contribuente. Il rispetto e la tutela dei diritti fondamentali bloccano di fatto quelle prove ottenute con modalità contrarie a quanto disposto dalla norma.

Ciò vale anche per i procedimenti passati ancora in atto? Su questo si sono espresse le Sezioni Unite, ossia il massimo organo decisionale all'interno della Corte di Cassazione. Al momento la situazione si trova in una fase di transizione e attesa.

La decisione potrebbe portare a importanti stravolgimenti. Sono tante le imprese, così come i professionisti, che potrebbero beneficiare della nuova condizione, contestando l'illegittimità delle modalità di verifica nei loro confronti. Possiamo immaginare numerose richieste di annullamento in futuro.

La Cassazione, intanto, ha indicato quali sono i limiti che devono rispettare i controlli fiscali.

Verifiche e accessi ai dati devono essere debitamente motivati;

Il contraddittorio deve essere rispettato e garantito;

Deve essere fatta distinzione tra semplici irregolarità e violazioni sostanziali dei diritti del contribuente;

Gli accertamenti devono essere fatti, il Fisco mantiene i propri poteri intatti, ma deve esercitarli entro i limiti imposti

Vedremo cosa decideranno le

Sezioni Unite. A seconda di quello che sarà il pronunciamento, potrebbero aprirsi le porte per moltissimi ricorsi. I contribuenti avranno maggiori possibilità di difendersi nell'ambito dei processi tributari.

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