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Fisco, pronte oltre 2 milioni di lettere per gli evasori

Sono oltre 200mila, in Italia, gli evasori fiscali: ecco i numeri dell’Agenzia delle Entrate e quanto si potrebbe recuperare con una riduzione delle infrazioni

Fisco, pronte oltre 2 milioni di lettere per gli evasori
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I numeri sono elevati ma l’Agenzia delle Entrate sta per mettere un freno ai “furbetti” sistematici dell’evasione fiscale: in totale sono oltre 200mila tra imprese e persone fisiche ma da dividere in due diversi gruppi per un totale di 2,4 milioni di lettere che il Fisco invierà nel 2026.

L’annuncio del direttore

A fare il punto della situazione è il direttore delle Entrate, Vincenzo Carbone, nel corso di Telefisco 2026, un evento de IlSole24Ore. “ Le analisi del rischio dell’Agenzia – ha spiegato - si basano su quelli che tecnicamente chiamiamo criteri selettivi”: da qui, ecco che si riescono a “intercettare quelle casistiche che presentano incongruenze particolarmente significative”.

“Due Italie”

Nel dettaglio, circa 116mila evasori non hanno presentato nessuna dichiarazione nel 2025 ma una cosa ancora più grave è che gli altri 86mila sono del tutti sconosciuti al Fisco, in pratica fatturano in nero al 100%. “ll 57% di questi soggetti non aveva proprio presentato la dichiarazione pur essendo tenuti a farlo perché avevano redditi da dichiarare; il restante 43% erano del tutto sconosciuti al fFsco, nel senso che svolgevano la loro attività completamente in nero”, spiega Carbone.

Così si riduce il debito pubblico

Per quanto riguarda il puro aspetto macroeconomico, gli studi del settore ci dicono che la graduale riduzione dell’evasione fiscale avrebbe effetti molto significativi sul debito pubblico. Se il trend andasse avanti in questo modo fino al 2028, ecco che il Pil sarebbe maggiore dello 0.3% e una riduzione del rapporto debito/Pil maggiore di più di 4 punti entro i prossimi 15 anni. Carbone, nel suo intervento, spiega che le lettere pronte per gli evasori vanno considerate come una sorta di promemoria per “ricordare al contribuente di rivedere il suo comportamento per verificare se sia o meno corretto”.

Da qui, “una tranche andrà ai contribuenti che hanno dimenticato, altre saranno indirizzate a quelli che non hanno presentato la dichiarazione, sull'Iva segnaleremo i casi in cui per presenza fatture e corrispettivi emessi non risultano adempimenti periodici".

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