Isee sopra 25mila euro? Nel 2026 restano diversi bonus e agevolazioni, anche per chi non rientra nelle fasce più basse, ma con requisiti che variano molto da misura a misura. In questo contesto contano non solo il reddito, ma anche la composizione del nucleo, la presenza di figli, alcune spese specifiche e le condizioni previste da ciascun incentivo. A rendere il quadro ancora più dinamico ci sono anche le novità nel calcolo dell’Isee: con una franchigia più alta sulla prima casa e correttivi rivisti, in alcune situazioni l’indicatore può risultare più basso rispetto al passato. Per orientarsi davvero, quindi, serve capire quali bonus restano accessibili oltre i 25mila euro e quali passaggi sono necessari per verificare di rientrare nei parametri.
Cosa è l’Isee
L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente serve a dare una misura più “realistica” della disponibilità economica di un nucleo. L’idea di fondo è semplice: a parità di reddito, la vita cambia se in casa c’è una persona sola o una famiglia con figli, oppure se ci sono condizioni che aumentano i bisogni di cura e assistenza. Per questo l’Isee prevede criteri che, in presenza di famiglie numerose o di persone con disabilità o non autosufficienti, possono tradursi in trattamenti più favorevoli nel calcolo complessivo.
Natalità e lavoro
Tra i contributi collegati ai nuovi ingressi in famiglia c’è il bonus “nuovi nati”: 1.000 euro una tantum per bambini nati, adottati o in affidamento pre-adottivo dal 1° gennaio 2025. Vale anche per chi si colloca tra 25.000 e 40.000 euro di Isee e qui non ci sono importi “a scalare”. La vera regola decisiva è il tempo: la richiesta va presentata all’Inps entro 120 giorni dall’ingresso del minore nel nucleo, altrimenti il beneficio si perde.
Sul versante lavoro, c’è poi il bonus per mamme lavoratrici, fino a 720 euro, destinato a chi ha redditi da lavoro non oltre 40.000 euro. È richiedibile al datore e coinvolge dipendenti, autonome e professioniste. Servono almeno due figli a carico e il secondo deve avere meno di 10 anni; con tre figli, invece, il requisito anagrafico del più piccolo si amplia fino a 18 anni.
Assegno mensile e aiuti per la prima infanzia per i figli
Chi ha figli a carico non viene escluso dall’Assegno unico e universale solo perché supera i 25mila euro di Isee: la misura è pensata per una platea ampia e riconosce comunque un contributo mensile, anche se l’importo cambia in base alla situazione economica. Sul valore incidono le maggiorazioni: una legata ai figli dal terzo in poi, un’altra per i nuclei in cui entrambi i genitori lavorano. Per i più piccoli è previsto un incremento: sotto l’anno di età l’assegno è più alto e, nelle famiglie numerose (almeno tre figli), questa maggiorazione può proseguire fino ai tre anni.
Ecobonus, sismabonus e bonus per mobili ed elettrodomestici
Sul fronte abitazione, molte agevolazioni continuano a valere anche con un Isee sopra i 25mila. Per i lavori sull’immobile, la ristrutturazione dell’abitazione principale dà diritto a una detrazione del 50%; se invece l’intervento riguarda altre case, la percentuale scende al 36%. Restano inoltre utilizzabili, alle medesime condizioni, anche ecobonus e sismabonus. E per chi ha ristrutturato, c’è ancora la “coda” sugli acquisti: il bonus per mobili ed elettrodomestici consente una detrazione del 50% fino a 5.000 euro di spesa per arredi e apparecchi ad alta efficienza destinati a immobili ristrutturati.
Sanità
In merito al capitolo sanità, l’esenzione ticket può scattare anche se l’Isee è alto, perché in certi casi conta il reddito dell’anno precedente, non l’indicatore complessivo. Nel dettaglio: under 6 e over 65 con reddito familiare sotto 36.165,98 euro; disoccupati iscritti al centro per l’impiego fino a 8.263,31 euro, che diventano 11.362,65 euro con coniuge più 516,46 euro per ogni figlio a carico. Con criteri analoghi, l’esenzione può riguardare anche titolari di assegno sociale (e familiari a carico) e pensione minima over 60.
Infine, per chi si colloca tra 30.000 e 50.000 euro di Isee, resta il bonus psicologo: voucher da 500 euro a persona per sedute di psicoterapia.
Titoli di Stato e buoni fruttiferi postali
Dal 1° gennaio entra pienamente in funzione anche un’altra novità: alcuni strumenti di risparmio non vengono più conteggiati nell’Isee entro un limite preciso. Parliamo di titoli di Stato (come Bot e Btp) e di buoni fruttiferi postali, esclusi dal calcolo fino a 50.000 euro. L’effetto pratico è che, entro quella soglia, queste forme di risparmio non aumentano l’indicatore: un cambio che può risultare particolarmente rilevante per chi ha piccoli “cuscinetti” finanziari costruiti nel tempo.
Scuola, università e salute
Per l’istruzione, restano alcune misure che non si fermano a 25mila. Il bonus libri (sconti sui testi) riguarda le scuole secondarie di secondo grado e si applica con Isee fino a 30.000 euro. La stessa soglia torna anche per il bonus scuole paritarie: 1.500 euro per l’iscrizione alle medie o ai primi due anni delle superiori negli istituti privati.
All’università, invece, il discorso cambia: nella fascia 24.000–26.000 euro si trova spesso una riduzione attorno al 30%delle tasse; su una retta da 2.000 euro il risparmio può arrivare a 600 euro per studente. Ma non è un automatismo nazionale: dipende dalle scelte del singolo ateneo e spesso entra anche il merito.
L’effetto sui bonus e la scadenza per aggiornarsi
Il senso della revisione è chiaro: rendere l’Isee meno penalizzante in alcune situazioni e, di conseguenza, ampliare il numero di famiglie che possono rientrare nei sostegni pubblici. E non è vero che tutto si chiude oltre la soglia “simbolica” dei 25.
000 euro: anche sopra quel livello restano diverse misure accessibili, con benefici che possono accumularsi e diventare un risparmio importante. In ogni caso, per fotografare le nuove regole serve l’aggiornamento formale: la DSU (Dichiarazione sostitutiva unica) va presentata entro il 28 febbraio 2026 per ricalcolare l’indicatore e verificare i requisiti.