Vivere in un condominio significa condividere spazi, ma soprattutto responsabilità. Una responsabilità che non può essere "protetta" dallo scudo fornito dalla privacy, che è pure giusta e doverosa. In caso di condomini morosi, infatti, prevale la trasparenza, ed è stato stabilito dalla Corte di Cassazione in un suo recente pronunciamento.
Nell'ordinanza 7823 del 31 marzo 2026, infatti, i giudici hanno stabilito che in caso di condomini morosi - proprietari di unità immobiliari che non hanno versato, in tutto o in parte, le quote condominiali entro le scadenze stabilite – l'amministratore ha l'obbligo di rendere pubblici nomi e cognomi. In sostanza, la trasparenza vince sulla privacy. Non solo. Oltre ai nominativi è tenuto a riportare anche l'entità del debito, se ciò viene richiesto dagli altri condomini. Si va dunque a tutelare l'interesse comune, dato che stiamo parlando di un consesso formato da più unità, dove il fine è mantenere integra la situazione finanziaria del palazzo occupato da tutti. Dopo essere stata pronunciata, l'ordinanza è effettivamente entrata in vigore a partire dal 20 aprile.
Fino a poco tempo fa sono stati tanti gli amministratori che, dovendo confrontarsi con casi di condomini morosi, si sono trovati a non saper come agire. Alcuni si sono rifiutati di rivelare i nomi dei morosi ai creditori proprio per ragioni di privacy. Adesso questa barriera è caduta. La Cassazione è stata chiara: deve prevalere la trasparenza. L'amministratore può e deve fare i nomi, anche senza aver ricevuto l'autorizzazione dei soggetti coinvolti.
Del resto, l'amministratore ha il dovere di agire per la riscossione forzosa delle somme dovute entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, a meno che l'assemblea non lo esoneri esplicitamente. Le spese devono essere sempre verificate, così come si devono riportare eventuali ammanchi. È giusto che ogni proprietario conosca la situazione finanziaria del palazzo e possa consultare l'Anagrafe condominiale, venendo a conoscenza anche di eventuali debiti. L'amministratore può negare certe informazioni, ma deve giustificarlo. Chiaramente, per quanto prevalga la trasparenza, è bene precisare che l'identità dei morosi può essere rivelata ma non esposta pubblicamente.