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Pasqua e Pasquetta, ecco come vengono pagate queste due festività in busta paga

Le due festività, sebbene vicine, hanno un trattamento diverso dal punto di vista retributivo: cosa dobbiamo aspettarci

Pasqua e Pasquetta, ecco come vengono pagate queste due festività in busta paga
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Si avvicinano le feste di Pasqua. Due giornate – quelle di domenica 5 e di lunedì 6 aprile – di riposo per i lavoratori, che potranno trascorrere del tempo con le loro famiglie e i loro cari. Ma cosa comporta questo dal punto di vista della retribuzione? Sebbene i giorni di Pasqua e di Pasquetta siano vicini, il trattamento sulla busta paga è ben diverso, dato che non vengono considerati allo stesso modo.

La Pasqua, infatti, cade di domenica, dunque non è considerata una festività retribuita nel caso in cui non si lavori. Coloro che lavorano anche il giorno di Pasqua hanno diritto alle maggiorazioni previste per chi è in servizio di domenica. Pasquetta, al contrario, viene considerata giorno festivo per legge e anche non lavorando si ha diritto alla retribuzione. È prevista una maggiorazione (o un riposo compensativo) per chi lavora in quel giorno. Coloro che lavorano in regime di retribuzione oraria vengono pagati un sesto dell'orario settimanale.

In busta paga, dunque, non si ha diritto ad alcuna retribuzione in caso di non lavoro il giorno di Pasqua, mentre, a seconda del tipo di contratto, si ha diritto a una maggiorazione, o a un riposo compensativo, in caso di giornata di lavoro. Bisogna però ricordare che non essendo una festività infrasettimanale non si può parlare di compenso sostitutivo di un ventiseiesimo della retribuzione mensile.

La Pasquetta, come abbiamo detto, è invece una festività riconosciuta per legge, ossia

la n. 260/1949. Chi lavora quel giorno ha diritto alla retribuzione con maggiorazione, o giorno di riposo, come previsto dal CCNL.

Il Venerdì Santo, che precede Pasqua e Pasquetta, non è invece considerato una festività.

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