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Pensioni in aumento nel 2026: i nuovi importi

Importi più elevati il prossimo anno per effetto della rivalutazione: ecco di quanto aumenteranno gli assegni pensionistici

Pensioni in aumento nel 2026: i nuovi importi
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Ottime notizie per i pensionati italiani visto che tra poche settimane, con l'ingresso del 2026, ci sarà la rivalutazione delle pensioni con gli importi più alti dell'1,4% rispetto al passato e un aumento dello 0,8% rispetto a quanto è accaduto l'anno precedente. La decisione è contenuta all'interno della Gazzetta Ufficiale con pubblicazione il 28 novembre 2025.

Cosa sta per cambiare

Se nell'anno ancora in corso le pensioni minime sono pari a 603,4 euro, dal 1°gennaio 2026 questo importo passerà a 611,84 euro. Discorso molto simile per gli importi sui vitalizi che passano da quasi 344 euro mensili a 348,78 nel 2026. Ma come si applica, esattamente, la rivalutazione pensionistica? Al 100 % nelle fasce dei pensionati che prendono fino a quattro volte l'assegno minimo Inps; nel 90% della rivalutazione per chi ha un assegno compreso tra quattro e cinque volte il minimo e nella misura del 75% per chi, infine, ha una pensione che è maggiore di cinque volte quella minima.

I nuovi importi

Secondo queste premesse, dunque, rivalutazione completa dell'1,4% per chi ha una pensione che arriva fino a 2.447,39 euro lordi al mese; dell'1,26% per chi guadagna tra 2.447,40 e 3.059,24 euro lordi al mese e dell'1,05% per chi ha un assegno maggiore a 3.059,24 euro mensili (sempre sul lordo).

Per fare altri esempi pratici relativi agli aumenti, nel 2026 guadagnerà 14 euro in più chi prende un importo di mille euro, che diventano 25 euro in più per chi arriva a 1.500 euro e 28 euro in più per chi arriva a duemila euro; 35 euro di incremento per chi percepisce 2.500 euro mensili e poco più di 42 euro per le pensioni da 3.100 euro.

Gli esperti spiegano che tutti questi calcoli relativi agli importi maggiori di 2.500 euro sono stati fatti tenendo in considerazione la percentuale dell'indice per equazione da attribuire a ogni fascia di reddito.

Quest'indice "adegua gli importi delle pensioni all'aumento del costo della vita (inflazione), al fine di preservarne il potere d'acquisto. Viene calcolato dall'Istat e applicato in via provvisoria a gennaio, con un eventuale conguaglio successivo basato sui dati definitivi".

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