Nel giorno della Festa dei Lavoratori le varie maggiorazioni previste dai contratti collettivi si traducono in una sorta di bonus per coloro che prestano servizio anche in questa giornata. Viene chiamato bonus, ma non si tratta infatti di un incentivo stabilito dallo Stato. Altro non è che l'effetto delle maggiorazioni.
La festività del 1 maggio viene regolarmente retribuita, anche nel caso in cui non venga lavorata. Lo stipendio non subisce alcuna variazione, quindi anche da questo punto di vista si tratta di una condizione favorevole al lavoratore. Se poi qualcuno presta invece servizio, allora avrà diritto a un trattamento economico migliore, che prevede un aumento in busta paga stabilito dal Ccnl. In certi casi possono essere aggiunti anche dei riposi compensativi.
Fra l'altro, quest'anno il 1 maggio cade di venerdì, pertanto può essere considerato da molti lavoratori come un pieno giorno di pausa.
Per chi lavora, come operatori della ristorazione, commercianti o addetti ai servizi essenziali, si parla del cosiddetto bonus 1 maggio. Viene applicata una maggiorazione che porta a un aumento dello stipendio. Per farla breve, il lavoratore in pausa percepisce comunque la piena retribuzione, mentre chi lavora avrà diritto a un aumento.
In questo ultimo caso, la maggiorazione non è decisa dal governo, bensì dal contratto collettivo applicato. Per questo motivo possono esserci delle variazioni a seconda del settore. Solitamente, nel settore del commercio, si parla di una maggiorazione del 30%, mentre per il turismo e la ristorazione si scende al 20%. Il lavoratore ha comunque diritto di astensione, quindi a non lavorare nella giornata di festa, ma in questo caso gli sarà garantita solo la retribuzione usuale.
Per i lavoratori che l'1 maggio aderiscono alla giornata di festa, non subiranno alcuna variazione di stipendio. La giornata sarà loro retribuita come una normale giornata lavorativa. Stesso discorso per coloro che sono pagati a ore: sarà loro corrisposto lo stipendio relativo alle ore di lavoro previste.