Sicurezza in condominio: ecco come funziona la vigilanza

Chi e come funzionano i servizi di vigilanza in un condominio? Come dotarsene e come vengono ripartite le spese? Ecco una guida per capire di cosa si tratta

Sicurezza in condominio: ecco come funziona la vigilanza
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Una delle maggiori preoccupazioni degli italiani quando si va in ferie e si lasciano le proprie abitazioni per qualche giorno, è quello della vigilanza della propria casa. Se si vive in villette unifamiliari o plurifamiliari, le soluzioni sono in capo al proprietario mentre, nel caso in cui si viva in condominio, occorre decidere il da farsi in modo concordato .

Si può scegliere per il portierato, ci si può rivolgere verso servizi di vigilanza privata o in semplici sistemi di videosorveglianza (anche se si deve fare attenzione ad alcuni aspetti).

Vediamo un po’ come muoversi.

Portierato e vigilanza

Il portierato è sicuramente il sistema di vigilanza maggiormente diffuso; l’assenza di portiere è un atto di straordinaria amministrazione per il quale non è possibile una maggioranza semplice ma necessita del voto favorevole della metà dei presenti che rappresenti almeno la metà del valore dell’edificio (500 millesimi).

I servizi garantiti in condominio attraverso il portiere sono quelli di:

  • sicurezza e vigilanza non armata (anche notturna) di tutti gli spazi comuni.
  • la pulizia degli ambienti.
  • accoglienza e smistamento dei pacchi.

Nonostante tra le mansioni del portiere non vi sia quella della vigilanza armata, di certo la sua presenza funge da deterrente contro i malintenzionati; per il servizio di vigilanza notturna non armata occorre avere, però, apposite certificazioni.

Per svolgere al meglio le sue funzioni di vigilanza il portiere può essere coadiuvato da servizi di video sorveglianza su cui, però, a lungo ci sono stati dei dubbi sulla sua liceità.

Con la riforma del condominio di cui abbiamo parlato qualche giorno fa è stato introdotto il nuovo articolo 1122-ter riguardante l'installazione di un impianto di videosorveglianza sulle parti comuni, il quale recita: "Le deliberazioni concernenti l'installazione sulle parti comuni dell'edificio di impianti volti a consentire la videosorveglianza su di esse sono approvate dall'assemblea con la maggioranza di cui al secondo comma dell'articolo 1136".

Per istallare le videocamere, però, serve il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti ma per tutelare la privacy dei condomini i dati (le immagini) devono essere cancellati nel giro di pochi giorni.

Come si ripartiscono le spese tra i condomini

Trattandosi di un sevizio reso a favore di tutti i condomini, le spese devono essere ripartite per millesimi di proprietà secondo quanto previsto dall’art.

1123, primo comma, del codice civile: “Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio, per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione”.

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