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Volo cancellato perché manca il carburante? Ecco che cosa fare e quali sono i diritti dei passeggeri

Dal rimborso del biglietto alla richiesta di indennizzo, ci sono molti modi in cui un passeggero può rivalersi

Volo cancellato perché manca il carburante? Ecco che cosa fare e quali sono i diritti dei passeggeri
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La crisi del carburante dovuta al conflitto scoppiato in Medio Oriente rischia di fermare molti aerei, cosa che non mancherà di provocare disagi. Sono tante le compagnie aeree che hanno già annunciato modifiche ai propri voli e la preoccupazione è che col passare delle settimane le cose possano ulteriormente peggiorare. Si parla ormai apertamente di razionamento del carburante: un dato di fatto che porterà sicuramente conseguenze.

Cosa fare, in concreto, se alcuni voli venissero davvero cancellati?

Intervistato da Open, Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori (Unc), ha cercato di spiegare la situazione e di fornire qualche prezioso consiglio.

Se il nostro volo dovesse essere cancellato, ci si può come prima cosa avvalersi delle norme europee. Queste prevedono che il passeggero abbia diritto al rimborso del biglietto, oppure a un volo sostitutivo. "Non è assolutamente necessario stipulare una polizza assicurativa, che non aggiungerebbe nulla a quelli che sono già i nostri diritti", ha spiegato il presidente di Unc.

Inoltre, se la cancellazione del volo dovesse essere comunicata negli ultimi 14 giorni che precedono la partenza, potrebbe addirittura scattare il diritto a una compensazione (dai 250 ai 600 euro). Si tratta di indennizzi che si mettono in moto in caso di cancellazioni dovute a cause eccezionali.

I problemi provocati dall'approvvigionamento del carburante non sono da considerarsi fatti eccezionali. Considerata la situazione, ogni compagnia aerea è a conoscenza della crisi energetica, quindi dovrebbe prevedere eventuali difficoltà e prepararsi. In caso di cancellazione del volo quando il passeggero si trova già in aeroporto ed è prossimo alla partenza, per la compagnia scatta anche l'obbligo all'assistenza.

Una cosa da fare è chiaramente quella di inoltrare una richiesta di rimborso. "Non appena abbiamo notizia della cancellazione, io scriverei una PEC alla compagnia aerea chiedendo il rimborso del prezzo del biglietto oppure la riprotezione. In più, se ne ricorrono le condizioni, anche la compensazione pecuniaria", è stato il consiglio di Dona. "Se ci dicessero che è dovuto alla non disponibilità di carburanti, emergono elementi a nostro favore per chiedere anche la compensazione pecuniaria", ha aggiunto.

Per quanto riguarda l'aumento del prezzo di aerei e

traghetti giustificato dal caro carburante, secondo Dona si tratta di una richiesta del tutto illegittima. Una compagnia può anche decidere di cancellare un volo, ma non modificare il prezzo di un biglietto.

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