Colaianni: «L’emozione mi ha messo ko»

Colaianni: «L’emozione mi ha messo ko»

Nerina Sanna

da Moconesi

Il sogno è finito. Alberto Colaianni, da molti ritenuto l'uomo nuovo del pugilato italiano, ha perso la sfida mondiale dei supermedi a Berlino contro il detentore Markus Beyer.
Il campione in carica tedesco ha vinto il match per tremendo gancio sinistro che ha messo ko l'italiano proprio all'ultimo round, quando mancavano meno di 40 secondi alla fine dell'incontro.
Comunque, anche ai punti avrebbe vinto Beyer, in virtù di una maggiore esperienza e dal fatto che giocava «in casa»; nell'infernale Berlin Tempo Arena, davanti a 10.000 tifosi che facevano un tifo indiavolato in suo favore: e si sa quanto conti nel pugilato il fattore ambientale. Per portare a casa il titolo, Alberto doveva assolutamente mettere giù il gigante germanico, o comunque vincere nettamente ai punti.
Così non è stato. Colaianni ha messo in mostra una buona preparazione, e sul ring ha dimostrato velocità ed ottima tecnica, ma i suoi pugni non sono riusciti a scalfiggere la dura scorza dell'avversario.
Colaianni da domenica sera è tornato a casa, a Cornia di Moconesi: «Dopo un paio di riprese - dice calmo - i pugni proprio non mi partivano… Non so, ero come bloccato…». L'emozione. L'emozione di combattere per la prima volta all'estero, per di più in uno scenario incredibile (ballerine, majorette, cantanti, luci stroboscopiche all'ingresso dei pugili) che avrebbe stordito chiunque.
A perdere non è stato il vero Alberto Colaianni, quello - fino a sabato scorso - dal palmares immacolato, ma un pugile troppo timoroso, bloccato dalla tensione.
Oltre ai 50 tifosissimi che hanno seguito il pugile in pullman a Berlino, nei locali più noti della Fontanabuona (Alzati Lazzaro a Gattorna, Circolo Amici a Ferrada e Blanche a carasco tra gli altri) sono stati centinaia gli sportivi che hanno vissuto in diretta satellitare sul canale satellitare ARD 545 il match, e che sono tornati a casa delusi.
Ora per Alberto qualche giorno di riposo, quindi di nuovo in palestra: ha solo 32 anni, e meriterà - magari fra un paio d'anni - un'altra chances mondiale. Perché il vero Colaianni a Berlino poteva vincere. L'appuntamento potrebbe essere solo rimandato, anche se resta in tutti tanta amarezza.