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Comi, cade l'accusa di corruzione. "Dopo 7 anni piango di gioia"

Per l'ex europarlamentare di Fi la condanna scende da 4 anni e 2 mesi a un anno. Resta in piedi solo un'imputazione di truffa

Comi, cade l'accusa di corruzione. "Dopo 7 anni piango di gioia"
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"Le mie, dopo sette anni, sono lacrime di gioia, perché è stato stabilito che il fatto non sussiste". Lara Comi piange a lungo dopo la lettura del dispositivo nell'aula della Seconda sezione penale della corte d'Appello. I giudici l'hanno appena assolta dall'accusa di corruzione e dall'accusa relativa a un episodio di truffa nel processo di secondo grado sul caso "Mensa dei poveri". La condanna all'ex europarlamentare di Forza Italia è così passata dai quattro anni e due mesi inflitti in primo grado nell'ottobre 2023 a un anno, con 500 euro di multa e pena sospesa.

Le pene inflitte in primo grado sono state quasi azzerate. Gli imputati in Appello erano 14. Sulla truffa ai danni dell'Europarlamento, nei confronti dell'ex esponente politica la Corte ha riconosciuto l'attenuante del risarcimento, equivalente all'aggravante. I giudici hanno anche confermato l'assoluzione per l'ex vicecoordinatore lombardo di Fi ed ex consigliere comunale, Pietro Tatarella (sempre presente in aula, anche lui commosso). Mentre contro l'assoluzione del suo ex compagno di partito eletto in Regione, Fabio Altitonante, oggi sindaco di un Comune in Abruzzo, non c'era stato ricorso del pm. Scagionato poi l'ex parlamentare azzurro Diego Sozzani (un anno e un mese era la condanna del Tribunale) e ridimensionata la pena per l'imprenditore Daniele D'Alfonso, da sei anni e mezzo a cinque anni e due mesi, e per Giuseppe Zingale, ex dg di Afol Metropolitana, da due anni a un anno e sei mesi. Nel 2019 Comi era finita ai domiciliari. "Ho dimostrato fin dal primo giorno di essere innocente e continuerò anche in Cassazione a dimostrare l'innocenza per quest'ultimo pezzettino - ha aggiunto -. Non ho mai preso un euro, ho servito il mio Paese di cui sono orgogliosa ed è stato dimostrato che non c'è mai stata corruzione. Le mie sono lacrime di gioia e con un po' di amaro in bocca dopo sette anni e dopo una prima condanna a quattro anni e due mesi". L'ex parlamentare Ue ha continuato: "In questi anni sono rimasti gli amici veri. Prima di fare politica lavoravo e sono tornata a lavorare, non è questo il dramma... Tornare in politica? Finiamo con la Cassazione intanto. Però ripeto, il fatto non sussiste e questo è anche un mio messaggio agli elettori che hanno creduto in me, mentre a dieci giorni dal voto erano arrivati tre avvisi di garanzia. E mi hanno votato lo stesso (nel 2019, ndr)". E l'avvocato Antonio Bana, difensore con il collega Gianluca Varraso: "La sentenza di oggi ha di fatto cancellato, eccetto un paio, le condanne inflitte in primo grado e ha inabissato l'indagine, già affondata dal Tribunale, Mensa dei poveri".

L'inchiesta aveva portato a una raffica di arresti e aveva al centro presunte tangenti e nomine pilotate nella politica lombarda. Per l'accusa, si trattava di un sistema di scambi di favori per ottenere appalti e incarichi pubblici che avrebbe avuto come regista Nino Caianiello, ex coordinatore di Fi che poi ha patteggiato.

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