Il commento Che riflessi, George W.

La moviola dei miei stivali parla chiaro: George Dabliu ha un futuro da boxeur. Sa schivare mocassini come Tyson schiva cazzotti. Ma a parte questo, diciamocelo: la storia del giornalista iracheno che lo prende a ciabattate ce la faremmo volentieri passare sotto le scarpe. Peccato che in Irak la protesta sta, come si dice, prendendo piede. A Bagdad scendono in piazza scarpa in resta, gli Ulema dicono che «è un evento storico», a difendere il fromboliere del plantare c'è pure l'avvocato di Saddam, e la figlia di Gheddafi vuole decorarlo con una medaglia: campione olimpico di tiro al presidente.
Quel che sconvolge, poi, è la pena prevista: il cecchino della suola rischia fino a 15 anni di galera: e ha fatto pure cilecca, pensa il casino se il bersaglio l'avesse centrato. Ora, va bene che il tizio portava una sleppa taglia 44: ma è pur sempre una scarpa, mica una granata. Che poi, ragioniamo, se davvero avesse cercato la strage, sarebbe andato sul pesante: che so, un sabot di legno massello, uno zoccolo di sequoia svedese da sei chili e due, di quelli che se galoppi in mansarda lo sentono pure al piano terra.
Eppure gli inquirenti non scherzano: «L'attentatore stava preparando il blitz da mesi». Capito? Mesi, per progettare la gittata d'una ciabatta. Come i martiri della Jihad che ambiscono alla valle dell'Eden, o in questo caso, alla Valleverde. Che faccio, gli tiro una lumberjack scamosciata o vado sulla scarpa ortopedica col tacco rinforzato? Gliela tiro a spiovere, alla Del Piero, o dall'alto verso il basso tipo pallanuotista?
Io ci scommetto: in questo momento ci saranno fior di 007 con la molletta al naso che van giù di luminol sulla soletta incriminata. Sai com'è, ci vuol poco a trasformare una pantofola in arma di distruzione di massa: basta soprassedere sull'igiene per quelle due tre settimane. Poi, una volta che la fetta ha preso l'effluvio di camembert de Normandie, vedi te che bomba chimica: puoi avere pure addosso geox la scarpa che respira, ma la diossina a confronto diventa zucchero a velo.
L'importante, adesso, è evitare l'effetto emulazione. Già mi vedo i filmini su You Tube di gente che si esercita al poligono con la scarpiera a tracolla.

A ogni politico il giusto calibro: per il deputato va bene la ballerina, per il sottosegretario ci vuole l'infradito, per un ministro gli anfibi modello carro armato, e per le alte cariche occorre lo stivale da cowboy con piume di alpaca e sperone in acciaio inox. Affilate le suole, è aperta la caccia.

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