Il commento Ragazzi, ora seguite e leggete il Codice Leonardo

Noi siamo figli del Diavolo, non dimenticatelo mai. E, dunque, la squadra degli eccessi per antonomasia. O ingurgitiamo campionati e coppe come fossero ciliegie, uno via l’altra, o andiamo in «B». Passiamo da Gianni Rivera a Andrea Icardi, e poi da Calloni a Van Basten, e poi ancora da Baresi a Smoje. Ci mettiamo nelle mani (e nel portafogli) di Giussy Farina e di Silvio Berlusconi. Sappiamo far brillare il «Camp Nou» di Barcellona come far ridere l’«Appiani» di Padova.
Ma questi sono esempi che attengono alla sfera della «qualità», del successo e dell’insuccesso, della gloria e delle figuracce. Insomma, dei conti che si tirano alla fine di una, dieci, cento stagioni calcistiche. Oggi, invece, addì 19 luglio dell’anno di grazia (o sarà di disgrazia?) 2009, cioè «a bocce ferme», abbiamo deciso di tener fede alla nostra vocazione, unica al mondo, anche nel campo della quantità. Non dei gol fatti e di quelli subiti, bensì degli anni, delle aspettative di vita nel senso di carriera. Così passiamo, con lo stile che ci contraddistingue, se non proprio dalla «casa di riposo» all’«asilo nido», almeno dal senato accademico al ginnasio. E, nel contempo, ci facciamo beffe di quei sociologi che ancora blaterano di conflitti generazionali...
Favalli (37) scende dalla cattedra della fascia sinistra? Ecco che Michelangelo Albertazzi (18) è già (quasi) pronto a scavallare azionando gli acerbi garretti. Inzaghi (36) perde il filo del (fuori)gioco? Il figlio d’arte Gianmarco Zigoni (18) gonfia il petto come di fronte alla compagna di classe più carina. Ambrosini (32) ha il takle arrugginito? Rodney Strasser (19), aggressivo leoncino originario della Sierra Leone, si fa strada a colpi di machete nella foresta del centrocampo. L’incedere di Seedorf (33) è già più da manager in Piazza Affari che da trequartista? Harmony Ikande (19), chissà, dopo un corso intensivo a base di entrate a gamba tesa e «massaggi» alle caviglie, un giorno non molto lontano potrà prendere il suo posto.
Ora, cari diavoletti di ogni colore e ruolo, mi rivolgo proprio a voi, ascoltate il consiglio di un matusa del secondo anello di San Siro. Non struggetevi pensando alle discoteche e alle squinzie lontane, non lamentatevi se Gattuso vi demolisce a spallate. Guardate avanti e seguite alla lettera il codice di Leonardo (40). Sapete come sono fatti gli artisti, se li coglie l’ispirazione, a volte riescono a creare qualcosa che gli anni, ancora loro, invano tenteranno di cancellare.

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