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Il commento Si scrive Manassero si legge Chimenti

Faceva tenerezza, ieri, il giovanissimo Matteo Manassero, un po’ imbarazzato, mentre il presidente e i consiglieri della Federazione - tutti in piedi - si spellavano le mani per applaudirlo. Scherzi dell’emozione, lì impalato davanti al «governo» del golf italiano che gli rendeva omaggio, sembrava poco più che un bambino, così diverso dal giocatore determinato e temerario che per quattro giorni la Bbc ha reso il protagonista dell’Open Championship.
A sedici anni appena compiuti è l’ultimo campione che la Federgolf ha «costruito». Francesco Molinari, infatti, grazie all’ottima prestazione in Scozia è balzato intorno al cinquantesimo posto della classifica mondiale. L’affascinante Diana Luna, dopo due vittorie e un ottimo terzo posto è a un passo dalla convocazione nella squadra europea della Solheim Cup. Mai nessuna italiana c’è riuscita. Nel Challenge spicca Edoardo Molinari. Nell’Alps Tour Andrea Perrino guida la classifica europea. E, ancora, ci sono altri ottimi giocatori come Lorenzo Gagli e Alessandro Tadini. O altre speranze, come Domenico Geminiani che negli Usa è al primo posto nella categoria under 14.
Questo rosario di nomi, certamente, non è frutto di un caso ma è il raccolto di una Federazione che il presidente Chimenti sta faticosamente trasformando. Suo è il merito se ora il golf italiano finalmente conta qualcosa. Lo dicono i risultati e questi nessuno li può smentire.

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