Dalle imprese edili a quelle che producono materiali, macchinari, tecnologie e servizi, c'è tutto un mondo che reagisce alla crisi guardando all'estero, ma che aspetta anche la ripresa della domanda interna grazie a nuovi provvedimenti e politiche. Un settore che soffre, come quasi tutti ma che in parte beneficia del buon andamento dell'export. È il sistema delle costruzioni italiano, un mondo variegato che comprende il settore dell'edilizia e altre filiere produttrici e di servizi che alimentano quest'ultimo. Secondo il Rapporto Federcostruzioni-Made expo 2012, questo sistema ha fatturato nel 2011, 373 miliardi di euro (con circa 3 milioni d'addetti) per un calo del 3,4% rispetto all'anno precedente. Le stime del Rapporto per il 2012 sono di un meno 5,2%, mentre per il 2013 si prevede una sostanziale stagnazione (+0,1%).
Come è composto questo sistema? Il più grande è il settore delle costruzioni in senso stretto. Che nel 2011 valeva 205,9 miliardi di euro (il 55,2% del totale). Il resto è costituito da tre macro-settori, in ordine decrescente di fatturato: le industrie dei materiali per edilizia e infrastrutture e i relativi servizi commerciali (85,8); il settore industriale delle tecnologie, macchinari e impianti e il settore commerciale delle macchine movimento terra (58,6 miliardi); i servizi di progettazione e consulenza (22,6 miliardi). L'insieme di queste tre filiere - che alimentano direttamente il settore delle costruzioni - rappresenta un comparto a bassissimo livello di importazioni (3,3%). Al contrario è molto elevata la propensione verso l'export, che nel 2011 ha raggiunto i 54 miliardi di euro, pari a circa un terzo del giro d'affari totale. Nel 2010 i produttori di materiali e tecnologie meccaniche e i fornitori di servizi per le costruzioni hanno aumentato l'export del 3,6%. Nel 2011 la crescita di questa voce è stata del 6,3%. Per la fine del 2012 gli analisti si attendono un +3%, mentre le previsioni per il 2013 si parla di un +3,5%. Le performance delle esportazioni variano molto a seconda del singolo sotto-comparto. Anche per questo motivo è forte l'attesa di tutti gli operatori verso provvedimenti e politiche in grado di rilanciare la domanda interna e ridare ossigeno a tutto il sistema.
Un comparto strategico con tre milioni di addetti
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