Prima condanna per clandestinità Viene multato ma non espulso

Prima condanna (di cui si ha notizia) per il nuovo reato di clandestinità: è stata emessa dal giudice di pace di Firenze nei riguardi di un cittadino giordano, al quale è stata inflitta una sanzione di 5.000 euro. Il giudice ha accolto la richiesta del pm che si è orientato a far comminare all’extracomunitario la sanzione in denaro anziché l’espulsione dal territorio italiano. L’extracomunitario in questo momento è detenuto nel carcere di Sollicciano dopo che a Ferragosto era stato arrestato dai carabinieri per il furto di una bicicletta, reato per il quale, in un procedimento distinto da quello davanti al giudice di pace, ha patteggiato nei giorni scorsi una condanna a tre mesi di carcere. Ieri mattina il giordano si è presentato in udienza scortato da agenti di polizia penitenziaria e con l’avvocato d’ufficio. Al giudice di pace ha raccontato di essere in Italia da quattro anni e di lavorare nel negozio di pellami di un cugino. Alla luce di questa condanna alla sanzione pecuniaria restano dubbi sull’iter di possibili provvedimenti di espulsione una volta scontata la pena in carcere per il furto. Nell’udienza era anche previsto di trattare le posizioni di una quarantina di immigrati controllati e denunciati finora per clandestinità dalle forze dell’ordine a Firenze, ma il giudice, in accordo con i legali difensori degli imputati, ha applicato la sospensione feriale dei termini processuali rinviando così tutti i procedimenti a una nuova udienza fissata per il prossimo 25 settembre.
È sfociato invece in una denuncia, sulla base del nuovo reato di clandestinità, il colloquio chiesto l’altro ieri nel carcere di Cremona da un extracomunitario che voleva incontare un detenuto. Dopo aver registrato i documenti dello straniero, gli agenti della polizia penitenziaria hanno condotto i consueti controlli e in breve è emerso che l’uomo non solo è irregolare ma che era già stato colpito di un provvedimento di espulsione. Nei suoi confronti il questore ha decretato l’espulsione immediata dal territorio italiano.

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