Confindustria fa i conti con il «Sole» in rosso

In viale dell’Astronomia dovranno rifare qualche conto. Perché era da tempo immemore che la Confindustria non trovava il bilancio del Sole-24 ore in profondo rosso. Così invece sarà per l’esercizio 2009. I conti non sono stati ancora esaminati dal cda (lo farà entro il 26 marzo, anche se al momento non è stato convocato), ma le voci che circolano in via Monterosa, sede milanese del gruppo, sono allarmanti: sembra che a livello consolidato la stima delle perdite sia nell’ordine dei 42-45 milioni (erano meno di 10 nella semestrale). C’è chi dice anche di più, ricordando che potrebbero essere stati imputati al 2009 anche oneri di ristrutturazione per il prossimo futuro, la cui incidenza sul bilancio è ancora da definire.
D’altra parte sembra imminente la presentazione alla Federazione nazionale della stampa della richiesta dello «stato di crisi» (lo strumento che permette, con l’accordo dei sindacati, un percorso di ristrutturazione editoriale e aziendale) per il quotidiano (il cuore del gruppo) diretto da Gianni Riotta. Sembra che lo stesso Riotta potrebbe recarsi alla Fnsi già domani. Comunque prima del cda di bilancio. Che peraltro si terrà in concomitanza con l’insediamento di Donatella Treu, l’amministratore delegato cooptato in consiglio con effetto dal 15 marzo.
Treu inizierà subito col botto, dunque, anche perché dovrà prendere in mano un gruppo che da tre mesi (dalle dimissioni di Claudio Calabi) è rimasto senza guida operativa, condotto dal presidente Giancarlo Cerutti, in attesa dell’arrivo di un nuovo ad. Mesi difficili in cui è continuata, in particolare, l’emorragia di copie del quotidiano: -20% la diffusione in gennaio, 64mila in meno rispetto al 2009. Un trend che continua a essere accompagnato da malumori sulla gestione di Riotta, sempre troppo attratto dai grandi temi, e troppo poco appassionato alle difficoltà dell’economia reale. Ma certo non può essere solo Riotta, arrivato un anno fa, il problema di un gruppo che, dati alla mano, in tre anni è passato da 1.500 a 2.250 dipendenti, anche attraverso acquisizioni in nuovi settori, ma riducendo i ricavi per dipendente da 350mila a 237mila euro. Gli insuccessi della tv e della free press sono tra gli esempi più clamorosi.
Comunque sia Confindustria (che controlla il 67,5% del Sole) e Treu dovranno fare i conti con questa crisi: i dividendi di via Monterosa sono da sempre ossigeno importante per l’associazione degli industriali. Al punto che quando le cose non andavano troppo bene (anni ’80-90) il Sole finanziava l’Astronomia comprando azioni proprie. Mentre negli ultimi anni, la società ha utilizzato anche le riserve per mantenere adeguata la remunerazione al suo grande azionista. Nel 2006, 2007 e 2008 ha staccato, rispettivamente, cedole di 18,6 milioni, 13,9 milioni e 10,1 milioni. Per fortuna, in cassa, a fine giugno c’erano più di 120 milioni, grazie al ricavato della quotazione in Borsa del 2007. Per dare un dividendo ai soci, bisognerà attingere da qui.

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