Consob chiede lumi ai revisori E slitta il Cda

Slitta alla seconda metà della prossima settimana il Cda di Banca Popolare Italiana incaricato di trovare una soluzione per l’impasse Antonveneta. Il quadro della situazione è stato tracciato ieri dai consulenti di Lazard e Dresdner in un vertice a Lodi con l’amministratore delegato Giorgio Olmo. Davanti a uno scenario fluido il banchiere, che ha sostituito Gianpiero Fiorani (congelato fino a ottobre) alla guida del gruppo, ha preferito rimandare di qualche giorno il consiglio di amministrazione atteso per oggi. Tempo che servirà non solo per sondare il mercato alla ricerca di soggetti interessati a rilevare il 40% di Antonveneta dalle mani del fronte Bpi ma anche a capire l’orientamento di Consob e Bankitalia circa la sospensione della doppia offerta sul gruppo padovano.
Olmo non ha infatti ancora incontrato la Vigilanza ma anche Abn ha scritto alle due Authority per chiedere la definitiva revoca delle Opa di Bpi. Nodo che dopo le audizioni del 12 agosto ha portato la stessa Commissione a domandare ai revisori e ai sindaci dell’ex Lodi ulteriori dettagli sulla sostenibilità dell’offerta e quindi sulla solidità della banca. Malgrado la freddezza di Bpi e l’indisponibilità di Abn ad accettare un compromesso sugli sportelli, un accordo con gli olandesi appare la soluzione più percorribile. L’alternativa sarebbe l’intervento di un gruppo straniero o di Banca Intesa.
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