Conto alla rovescia per il via all’avventura Usa

Dopo gli annunci (tanti) degli ultimi tre anni, lo sbarco commerciale di Mahindra su suolo statunitense potrebbe finalmente mutarsi in realtà. Il ricorso al condizionale è d’obbligo perché il colosso indiano è riuscito a trasformare l'ingresso nel mercato a stelle e strisce in una sorta di tormentone.
Sono oltre 330 i concessionari nordamericani che hanno firmato da tempo (si parla di una percentuale non indifferente di quanti hanno perso il mandato Chrysler) e che scalpitano per proporre alla propria clientela i due modelli di pick-up selezionati, il Tr20 e Tr40, con cabina rispettivamente a due e quattro porte. Saranno entrambi spinti da una versione leggermente modificata del motore diesel mHawk 2.2 litri quattro cilindri in linea. Ancora non si conoscono le date che comporrebbero lo scadenziario. Secondo quanto precisato però da John Perez, ceo di Global Vehicles Usa, azienda che distribuirà in esclusiva il marchio Mahindra negli Stati Uniti, tutti i test sono stati portati a termine e ora non rimane che attendere l’approvazione definitiva, che dovrebbe avvenire entro 30 giorni, da parte dell’Epa, l’Ente americano per la protezione dell’ambiente. Una volta ottenuta, la macchina delle importazioni potrebbe mettersi in moto.
Alla possibile produzione in loco, e agli eventuali interventi necessari, si penserà in un secondo momento, a operazione già avviata. Le terre d’Oltreoceano non rappresentano l’unico focus del colosso indiano, che ha annunciato la costituzione di un nuovo canale commerciale tra India e Grecia. I veicoli saranno trattati dalla società Agripan di Atene.
I concessionari coinvolti, inizialmente sedici, cercheranno di seguire le orme dei colleghi europei che li hanno preceduti in Italia, Spagna e Francia, solo per citare i mercati più conosciuti.

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