«Contro di me una denuncia politica dei Ds»

da Milano

I festeggiamenti sono rinviati. Da una settimana Giovanni Terzi ha iniziato uno sciopero della fame come segno di solidarietà con la famiglia di Clementina Cantoni, la volontaria rapita a Kabul. La felicità però è grande: «Ci sono voluti sette anni, ma alla fine la giustizia è arrivata».
Mattoni puliti sembrava un’indagine molto promettente.
«Quando fui arrestato, i giornali scrissero pezzi su pezzi per documentare il clamoroso scandalo. Pareva l’inizio di un terremoto».
Invece?
«Ho pagato per un atto sacrosanto».
Una speculazione sui terreni della Ram?
«Interventi di edilizia popolare e residenziale, più un parco regalato alla città di Bresso, dove una volta c’era l’Isotta Fraschini. Il consigliere comunale Giuseppe Manni, diessino, quando era all’opposizione mi ha denunciato alla Procura mettendo in moto i Pm, poi da sindaco ha approvato il mio progetto».
Quanto è rimasto in carcere?
«Dal 13 ottobre 1998 all’8 gennaio ’99. Sono stato a Opera in isolamento: per trenta giorni vedevo solo gli avvocati, parlavo solo con loro, andavo anche all’ora d’aria in solitudine; poi mi hanno trasferito a Novara, un carcere ad alta sicurezza: mi sono ritrovato fra i terroristi delle Br. Un’esperienza durissima, preferisco dimenticare. Ma purtroppo non è stato l’aspetto peggiore».
A cosa si riferisce?
«Questa storia mi ha lasciato un vuoto incolmabile: la morte di mio padre. Papà era un importante dirigente della Rizzoli, questa vicenda lo ha amareggiato e, secondo me, l’ha fatto morire. In quel periodo gli è letteralmente esploso un tumore che l’ha portato alla tomba. È stato terribile ed è stato difficile andare avanti anche sul piano professionale: l’architetto Giovanni Terzi ha perso molte commesse in questi sette anni».
Forza Italia l’ha abbandonata?
«No, questo è stato l’aspetto positivo di questa storia. Il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi mi è stato sempre vicino sin dall’inizio e anche il presidente Berlusconi mi ha ricevuto ad Arcore e mi ha sempre fatto sentire la sua solidarietà. No, nessuno mi ha girato le spalle. Sono rimasto un anno fuori da Palazzo Marino, ma questa è la regola, poi sono rientrato in attesa dell’appello».
Quando festeggerà l’assoluzione con la sua compagna, l’attrice Dalila Di Lazzaro?
«Quando sarà liberata Clementina Cantoni. Però devo ringraziare Dalila: da quattro anni, da quando ci siamo conosciuti, mi ha aiutato a a non perdere la fiducia».
In serata, è proprio Bondi ad esprimere la «gioia di tutta Forza Italia» per l’assoluzione di Terzi. «Sono amico di Terzi - spiega al Giornale il coordinatore di Fi - e ho seguito il suo calvario sin dal 1998. Non ha mai dubitato di come sarebbe andata a finire questa inchiesta, condotta da Pm, diciamo così, sbrigativi. Dopo la sentenza, ho telefonato a Terzi e gli ho espresso anche la soddisfazione di Berlusconi».