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"Coprifuoco" al Lazzaretto. Epam (e Pd) sulle barricate

Pronte le ordinanze estive, stretta nel quartiere dei ricorsi. Il segretario Bari: "Sicurezza e posti di lavoro a rischio"

"Coprifuoco" al Lazzaretto. Epam (e Pd) sulle barricate
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La raccolta delle osservazioni sulle ordinanze anti movida estive a meno di sorprese partirà oggi e quindi il Comune svelerà nel dettaglio il piano. Che dovrebbe ricalcare, da fine maggio a inizio novembre, le regole del 2025 in quasi tutte le zone - da NoLo all'Arco della Pace ai Navigli -, ossia il divieto di vendita e somministrazione di alcolici da mezzanotte per bar e ristoranti e la chiusura dei dehors all'una nei giorni feriali e alle 2 nelle notti tra venerdì e sabato e tra sabato e domenica; Con una novità importante: una stretta nel quartiere Lazzaretto, dove a fine dicembre una sentenza ha condannato il Comune a risarcire per i "danni da movida" 34 residenti per un totale di 260mila euro. La giunta ha fatto ricorso in appello ma intanto cerca di difendersi da altre cause. Qui la giunta dovrebbe fotocopiare i divieti già in vigore nell'ultimo tratto di corso Garibaldi, da largo La Foppa a piazza XXV Aprile: stop alla vendita di alimenti e bevande da asporto dalle 22 alle 6 e dehors chiusi a mezzanotte tutti i giorni. Ma si tratterebbe in questo caso di un'area decisamente più ampia, che comprende via Melzo, via Lecco e le strade limitrofe. Il segretario di Epam (l'associazione dei pubblici esercizi di Confcommercio Milano) Giacomo Bari contesta: "Concepire sempre e solo i locali come il male è sbagliato. Aspettiamo di vedere il procedimento nel dettaglio e presenteremo un'osservazione nel pieno interesse della categoria". Si aspetta una stretta in questo senso e ribadisce che "tante altre categorie riempiono le strade la sera", dagli abusivi ai minimarket ai distributori automatici che attirano assembramenti, e "la gente non sparisce se chiudi i bar a mezzanotte. Anzi, i pubblici esercizi corretti presidiano il territorio anche dalla malamovida e dal rischio violenze. Penso che chiunque si senta più sicuro se torna a casa la sera tardi con le luci accese intorno". Avverte la giunta che a suon di ordinanze che lo stesso sindaco giorni fa ha definito inefficaci ("ci servono più a tutelare il Comune dai ricorsi" ha ammesso Sala) "si creano danni economici importanti alle attività, si mettono a rischio posti di lavoro".

É critico anche il presidente Pd della Commissione Sicurezza Michele Albiani, pronto a intervenire duramente in consiglio comunale lunedì prossimo, una volta che saranno confermate le ordinanze più rigide per il quartiere Lazzaretto. "La sentenza ha sottolineato che non c'era sufficiente polizia locale a presidiare la zona. Per me è un sinonimo di fallimento nella gestione di questi anni, lo dico con rammarico, ed è una di quelle cose che nel prossimo mandato dovrà cambiare. Leggo che abbiamo triplicato le volanti di notte, ma significa che da dodici agenti saliamo a 25, per tutte le zone - sottolinea -. Ho segnalato più volte problemi eclatanti di parcheggio selvaggio in piazza Oberdan o locali che creavano problemi al quartiere. Zero. Invece, hanno chiuso o si sono trasferiti quelli che si erano dati linee guida di autoregolamentazione". La stretta sugli orari "è sbagliata e non risolverà i problemi. Semmai domando: chi presidierà la zona dopo mezzanotte? In aula e al comandante dei vigili chiederò come si intendono aumentare i controlli".

E teme come Epam che oltre a problemi di insicurezza le regole "provocheranno danni economici e un taglio del personale, molti locali sono piccoli, vietare l'asporto alle 22 significa chiudere". É "molto arrabbiato". Anche perchè si tratta del quartiere arcobaleno di Milano e secondo non è stato presidiato e valorizzato a sufficienza, "il sindaco se ne è fregato".

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