Una Corte con Gassman e Barbareschi

Una Corte con Gassman e Barbareschi

«Il cartellone di questa stagione è la carta d'identità della nostra città». Questo ha affermato alla conferenza stampa della presentazione della Stagione 2009/10 dello Stabile l'assessore comunale Andrea Ranieri, rimarcando la capacità di questa importante realtà genovese di dare il giusto valore sia alla tradizione che alle novità. Ma se questo era uno degli elogi fatti al teatro, da parte delle istituzioni locali non sono mancate anche le critiche al Governo riguardo ai tagli del Fus. Ranieri assieme all'assessore della provincia Devoto hanno continuato ad evidenziare il fatto che oggi i teatri devono fare seriamente i conti coi tagli secchi ministeriali, tagli che sono delle vere e proprie bastonate per la cultura che dovrebbe essere il pane di un paese. «Dobbiamo resistere», questo è stato il motto della presentazione della Stagione anche da parte del suo direttore il quale, sia pur in maniera più diplomatica, non ha potuto negare che in effetti il suo teatro, come le altre realtà genovesi, quest'anno fa fatica a portare avanti tutte le sue iniziative come vorrebbe. Questo non toglie che la Stagione in arrivo sia non solo di tutto rispetto, ma meriti anche un'attenzione particolare.
Carlo Repetti, citando un noto proverbio che dice «se fai piani per un anno semina grano, se fai piani per la vita forma persone», ha puntato il dito sull'impegno e i propositi dello Stabile di Genova che sono sempre stati quelli di presentare spettacoli necessari e utili per crescere, così come i suoi obbiettivi sono sempre stati due: qualità e libertà di azione. Quest'anno gli spettacoli di produzione interna hanno la novità di seguire un filo unitario, il desiderio di raccontare il secolo passato, attraverso tre grandi autori che ci hanno accompagnato alle soglie degli Anni Duemila.
Sarà pertanto Aspettando Godot di Samuel Beckett ad aprire la Stagione il 20 ottobre, spettacolo affidato alle doti attorali di un'accoppiata singolare di due grandi come Ugo Pagliai ed Eros Pagni per la prima volta insieme sulla scena sotto la direzione di Marco Sciaccaluga. Seguirà a febbraio (dal 3 al 21) Esuli di James Joyce che vedrà impegnati attori nati e cresciuti allo Stabile anche qui diretti da Sciaccaluga. Margherite Duras chiuderà il percorso nella cultura e nella vita del secolo scorso presentando sul palcoscenico del Duse il romanzo Il dolore interpretato da Mariangela Melato dal 13 al 30 aprile. Ma oltre a questi tre spettacoli importanti vanno evidenziate anche le coproduzioni con altre realtà come quella con la Compagnia Gank, che dopo il fortunato debutto di quest'estate al Festival di Borgio Verezzi, ripropone La bottega del caffè di Goldoni dal 5 al 22 novembre. Un'altra coproduzione presente a cartellone è quella con Pino Petruzzelli che dal 2 al 7 marzo presenterà uno spettacolo che lo vede autore, interprete e regista, Non chiamarmi zingaro, che vuol essere uno sguardo sociale su uno dei temi scottanti del nostro tempo.
Ma accanto agli spettacoli che portano la firma dello Stabile, non vanno dimenticati quelli «ospiti» che, come dice il direttore, sono una sventagliata ricca ed emozionante del meglio della scena italiana di oggi. Dal 17 al 22 novembre Massimo Popolizio si esibirà con Cyrano di Bergerac mentre dal 24 al 29 novembre Eros Pagni sarà protagonista de L'impresario delle smirne di Goldoni per la regia di Luca De Fusco. Il caso di Alessandro e Maria avrà per protagonista Luca Barbareschi, mentre Alessandro Gassman andrà in scena ad aprile con Roman e il suo cucciolo.
Zio Vanja di Cechov tornerà sulla scena della Corte dal 1 al 6 dicembre interpretato dalla Compagnia dello Stabile di Torino, così come non mancheranno due spettacoli di Shakespeare: Molto rumore per nulla (dal 19 al 24 gennaio), regia e scene di Gabriele Lavia e La tempesta (dal 26 al 31 gennaio), con Umberto Orsini come interprete. Saranno presenti anche tre opere di Pirandello, la prima è Il piacere dell'onestà, in programma alla Corte dal 12 al 17 gennaio, con Leo Gullotta, la seconda Non si sa come, sempre alla Corte dal 9 al 14 febbraio, con interprete Sebastiano lo Monaco e per finire il teatro Stabile del Veneto porterà in scena dal 14 al 18 aprile Vestire gli ignudi. Il 30 novembre torna una vecchia conoscenza dello Stabile, l'attrice-cantante Ottavia Fusco, con uno spettacolo di Pasquale Squitieri, Gli anni zero. A chiudere la Stagione non mancherà il consueto appuntamento con la musica con Acoustic Night di e con Beppe Gambetta, arrivato alla sua decima edizione. Lascia stupiti e perplessi la novità assoluta di questo cartellone che vede per due serate di novembre (10 e 11) la presenza di Don Gallo con la messa in scena di un suo testo, Angelicamente anarchico, di cui sarà anche interprete, la regia dello spettacolo è invece affidata a Cinzia Monteverdi.

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