La corte Usa riabilita Andersen

Per il caso Enron accuse «troppo vaghe». Dopo il crac la società di revisione aveva cessato l’attività

da Milano

A sorpresa, con una decisione adottata all’unanimità, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha completamente ribaltato la sentenza di condanna nei confronti di Arthur Andersen, per il ruolo che la società di revisione avrebbe avuto nel favorire il crac della Enron, avvenuto a dicembre 2001.
La Corte Suprema ha capovolto il precedente giudizio di condanna contro Arthur Andersen, accusata di aver ostacolato l’accertamento dei fatti e distrutto i propri documenti interni sulla Enron prima del crollo della società energetica texana.
Secondo i giudici della Corte Suprema, il massimo organo giudiziario degli Usa, la sentenza di condanna del giugno 2002 è da ritenersi impropria perchè le istruzioni date al processo erano troppo vaghe per poter dare ai giurati i corretti elementi sulla colpevolezza o meno della Arthur Andersen.
«Le istruzioni alla giuria erano incomplete in molti aspetti cruciali», ha scritto il giudice capo William H. Rehnquist nel dispositivo della decisione. La sentenza è una beffa per Arthur Andersen. Infatti dopo la condanna nel 2002, la società di revisione, una delle «cinque sorelle» al mondo del settore, fu smantellata e fortemente ridimensionata e ben 28mila dipendenti furono costretti a trovare un altro lavoro.
Ora Andersen con sede a Chicago che è uscita dal business della revisione di bilancio e ha soltanto 200 dipendenti in maggioranza legali e amministratori.
L’ex-colosso non ha commentato la sentenza anche se, naturalmente, presto prenderà provvedimenti in proposito. La società era stata infatti accusata di aver obbligato i suoi dipendenti a falsificare i documenti riguardanti il clamoroso fallimento Enron. Il gigante dell’energia con sede a Houston in Texas perse ben 68 miliardi di dollari a causa di una serie di frode contabili e alcuni dirigenti come l’ex presidente Kenneth Lay sono stati incriminati per i reati commessi. Andersen ha effettuato la revisione dei bilanci di Enron per 16 anni. Eppure nonostante tutto per la corte suprema non può essere condannata perchè ai giurati erano state date informazioni incomplete sulla vicenda.
Secondo alcuni inoltre la sentenza è destinata a ritardare gli obiettivi dell'Amministrazione Bush, intenzionata a colpire i responsabili di uno degli scandali finanziari più grossi della recente storia finanziaria americana.

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