Così la F1 tutta inglese protegge il «suo» Lewis

Dall’incidente a Nürburgring alla sentenza di Parigi, tutte le decisioni dei vertici della F1 a vantaggio del «ragazzino»

Così la F1 tutta inglese protegge il «suo» Lewis

nostro inviato a Fuji

Le doti del ragazzo non sono in discussione. Ci mancherebbe. È strepitoso. Di più: sa guidare come pochi, sa parlare come pochi, e poi ha tutto, proprio tutto per emozionare, commuovere, far innamorare grandi e piccini. E le ragazze? Anche quelle, però non ne vuol sentire parlare, «non sopporto di essere bollato come play boy, io sono d’esempio per i ragazzini, e non mi comporto così» dice spesso. Allora come mai un simile sportivo e fuoriclasse inizia a stare sulle scatole a molti nel paddock? Perché si ha sempre più la sensazione che al ragazzo sia tutto concesso?
BOTTO TEDESCO
Come quando, si era al Nürburgring, Lewis sbatté violentemente in qualifica. Robert Kubica, qualche settimana prima, aveva fatto lo stesso ma con una carambola ben più impressionante. L’impatto era però stato simile. Kubica non poté prendere parte alla corsa successiva. Hamilton, invece, ottenne l’ok dei medici la mattina dopo. Prima stranezza.
CAPRICCIO UNGHERESE
Qui pro quo al box durante le qualifiche e Lewis che rivela tutta la sua rabbia per aver dovuto attendere dietro ad Alonso durante un pit cruciale nell’ora di qualifiche. La McLaren aveva solo voluto restituire un privilegio garantito a turno ai piloti (rifornirsi prima in qualifica per avere un giro in più). A Budapest spettava ad Alonso. Purtroppo un guaio in prova aveva costretto lo spagnolo a far passare Hamilton. Il box ristabilì la sequenza e Lewis non gradì rivelando tutto il suo disappunto alla stampa e alla Fia. Alonso e il team furono penalizzati.
SENTENZA PARIGINA Momento chiave nella difesa McLaren furono le parole del legale di Hamilton: un’assurdità di squalificare anche i piloti privando Lewis della possibilità di scrivere una pagina incredibile nella storia della F1. La corte condannò solo il team.
EMAIL ALLA RENAULT
Sembra che ieri, in regime di safety car, quando Lewis era davanti alla Renault di Kovalainen, sia stata inviata dalla direzione di corsa una email al team francese per avvisarlo di tenere lontano Kovalainen da Lewis: per non creare situazioni di pericolo.

Sarà stato fatto solo per questioni di sicurezza, ma comincia a farsi largo la sensazione che questo mondo di stampo prettamente anglosassone faccia di tutto per proteggere il gioiellino. Anche perché nessuno pare abbia detto bah riguardo ai continui tiramolla, accelerate e frenate, del ragazzo dietro alla safety car. «Lo facevo per tenere in temperatura i freni» dirà Hamilton. E finirà lì.

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