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Così si crea un paesaggio da sogno

Un brevetto rivoluzionario. Che ha cambiato fin dalle fondamenta il concetto stesso di piscina. La tecnologia Biodesign di Api Italia rappresenta uno di quegli esempi di eccellenza che tengono alta la bandiera del «made in Italy» nel mondo. «Le caratteristiche che la rendono innovativa sono molte - esordisce Alessandro Milani, managing director di Api Italia e titolare del brevetto Biodesign - a cominciare dalla mancanza di invasività, che permette alla piscina di inserirsi nel giardino in maniera armonica e senza utilizzare un solo grammo di cemento armato». Altro punto di forza, la possibilità di modellarla a piacimento, così da soddisfare le diverse esigenze, con l’aggiunta di una serie di elementi come sedute sommerse o vere e proprie spiagge. «Se sorvoliamo in elicottero una qualsiasi spiaggia di mare - prosegue Milani - notiamo subito come oltre il 90% delle persone preferisca stazionare nella zona di bagnasciuga, per chiacchierare, prendere il sole o giocare. La stessa cosa si può fare in una piscina Biodesign, grazie a questi spazi esclusivi che la rendono particolarmente accogliente e fruibile. E, quindi, capace di assicurare un tempo di balneazione superiore rispetto alle piscine tradizionali di forma scatolare, che oltre alla semplice nuotata non offrono molto altro». Sempre più apprezzate non solo dai privati, ma anche da amministrazioni comunali e alberghi, le piscine Biodesign sono costruite secondo un procedimento che prevede una struttura in quattro strati: al primo, posto a protezione dello scavo, ne segue uno impermeabilizzante, la cui elevata elasticità permette di sopportare qualsiasi movimento del terreno senza che si creino crepe. È poi la volta dei due strati in pietra di marmo naturale, uno grezzo e uno di finitura. «Questo rivestimento viene plasmato a mano sopra apposite reti di rinforzo unite tra loro - precisa Milani - mescolando i granuli di marmo con speciali resine atossiche. Alla fine, il risultato è un prodotto completamente artigianale, unico per forme ed eleganza». E rispettoso dell’ambiente non solo in fase di costruzione, ma anche durante l’utilizzo, grazie a metodi di pulizia e disinfezione all’insegna del minimo inquinamento.

«Per la sterilizzazione non si ricorre ai tradizionali sistemi a cloro - conclude Milani -; viene invece immesso normalissimo sale, che particolari apparecchiature trasformano poi in ipoclorito di sodio, che non irrita a mantiene l’acqua perfettamente trasparente».

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