Cossiga: "Per piacere agli inglesi Silvio cambi sarto"

Cossiga: "Per piacere agli inglesi Silvio cambi sarto"

Roma - Prima il «Times», poi la Bbc, ora spara anche il «Guardian». Presidente Cossiga, che sta succedendo? Il Regno Unito, o almeno i media inglesi, han dichiarato guerra a Berlusconi e al suo governo?
«Sono tutti all’attacco, non solo i giornali inglesi».

L’universo mondo, contro il leader della piccola Italia?
«Si può partire dall’interpretazione mercantile, anche se la gente non crede ai poteri economici: avendo ripudiato il marxismo perché lo collega ai gulag e allo stalinismo, vuole cancellare qualunque traccia dell’influenza dell’economia e del capitalismo, e dunque dimentica quanto già Marx diceva, cioè che i conflitti più duri non sono fra il padronato e il proletariato, come un tempo si chiamavano, bensì quelli dei capitalisti fra di loro».

Se l’obiettivo è il capitalista Berlusconi, chi sono gli altri capitalisti dello scontro?
«Non per nulla, Murdoch viene chiamato “lo squalo”. E quanti lamentano l’influenza di Berlusconi sulla stampa, non sanno che questa è una cosa normale. Quando gli addetti stampa di Churchill gli consigliarono di parlare col direttore di un grande giornale per accattivarselo, lui rispose che il Primo ministro di Sua Maestà britannica non parla coi giornalisti, parla con la proprietà. E non si può dire che Churchill non fosse un democratico. A me poi, fa anche un po’ ridere questa storia di Berlusconi “padrone della stampa”... A parte due o tre testate, la stragrande maggioranza dei quotidiani obbedisce ad altri padroni. Adesso, poiché bisogna dare una mano alla famiglia Fiat e a Marchionne, si sono un po’ calmati, ma altrimenti da Repubblica al Messaggero sono tutti contro di lui».

Non divaghiamo presidente, se ci fermiamo al cortile di casa nostra, ci impallinano.
«Non stiamo divagando, è che la gente è diventata talmente spiritualista che non crede più alla forza del denaro. E certamente Murdoch a Berlusconi l’ha giurata. Innanzi tutto gliel’ha giurata quando sperava che gli vendesse Mediaset e non l’ha fatto. Poi quando gli ha aumentato l’Iva mentre avrebbe preferito che la diminuisse a Mediaset. Non gli perdona il digitale terrestre, e soprattutto che la decisione di sfilare anche i canali Rai dalla piattaforma Sky sia stata presa dalla amministrazione nominata dal governo Prodi».

La motivazione mercantile però non basta, a spiegare un attacco generale.
«L’altra questione è che Berlusconi si dà troppo da fare. Agli Stati Uniti, che costui si metta in mezzo a voler fare l’arbitro amichevole compositore, il mediatore, il paciere fra l’America e la Russia, non fa mica tanto piacere. Naturale che a Obama girino le scatole: ragazzino lasciaci lavorare. E che dovendo badare all’interscambio tra Italia e Iran, noi ci si impicci degli affari iraniani che Obama considera roba sua, anche questo rompe le scatole. Ma cosa vuole che importi a tutti costoro, anche alla signora Merkel - che pure ha avuto un’educazione seria, quella della Ddr e non si può escludere che sia stata collega e amica di Putin già quand’era residente a Lipsia del Kgb - della morale privata di Silvio?».

Compreso: sono strumenti di guerra.
«Sì, ragazzino lasciaci lavorare. Lasciaci lavorare tra israeliani e palestinesi, lasciaci lavorare con l’Iran e lasciaci lavorare anche con l’Unione europea. Così una parte è la causa mercantile, l’altra è la causa politica, e l’altra è il fatto di questo ragazzino che non fa parte dell’establishment, non ha una carriera politica come gli altri, non ha mai fatto il ministro di nulla. Infine ci sono gli italiani, che sono sempre contro i governanti del loro Paese».

E com’è che l’attacco parte dalla perfida Albione?
«In primo luogo perché lì c’è il Times, che è di Murdoch. Poi si deve tener presente che gli inglesi, dagli operai ai lord, sono tutti snob: e tutto si può dire, salvo che Berlusconi sia snob. Non per altro va in giro con un abito blu e un maglioncino nero, contravvenendo ad ogni canone dell’eleganza. Dovrebbe prendere un sarto inglese, mettere camicie a righine e mai bianche, ogni tanto la barba non curata, e mai, mai lo smoking nuovo. I lord inglesi sfoggiano smoking di quarta mano e fanno indossare le loro scarpe nuove alla servitù».

Più attenzione a queste cose e meno comunicati di vibrata protesta, è questo il suo consiglio?
«Tutte queste cose, nella politica contano più di quanto si creda. E soprattutto, ragazzino lasciaci lavorare».

Insomma, se ne stia calmo il nostro presidente del Consiglio, e forse l’Italia non sarà espulsa dal G8 come minaccia il «Guardian»?
«Ma via, ci espellono dal G8? A parte che questo G8 non conta nulla e lo ammettono tutti, ma a proposito sa che cosa ho appreso? Che questa mattina Franceschini è andato al santuario del Divino Amore e Franco Marini è andato in pellegrinaggio a Montecassino. Per invocare una scossa di terremoto, ma senza vittime. E l’amica direttore del l’Unità ha già pronta l’edizione straordinaria, dove spiega che il terremoto è colpa di Berlusconi».

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