Crescono i costi: «Tariffe ancora bloccate»

In fondo non è strano se ci si pensa, ma il «bene» che gli italiani hanno consumato di più negli ultimi anni è il tempo. Da qui sembrano discendere, a «cascata», tutte le considerazioni sul cambiamento della mappa dei consumi in Italia, come rilevato dall’Ufficio studi di Confcommercio per il periodo 2002-2008.
Il primo dato che salta agli occhi è infatti quello della spesa per servizi. Per la prima volta nel 2007 ha superato quella per beni materiali, tendenza ulteriormente confermata nel corso del 2008. In sette anni è aumentata del 30% la spesa per «servizi sociali» (dagli asili nido all’assistenza per gli anziani) e del 40% quella per medicinali e articoli sanitari.
Ma ci sono anche tendenze più immediatamente leggibili. A partire dal grande amore degli italiani, il telefonino. Enorme il balzo delle spese, tra il 2002 e il 2008, per questo oggetto del desiderio: +189%, a conferma che ormai, tra evoluzione tecnologica e mode, la scelta del nuovo cellulare è un’operazione che ci tiene costantemente impegnati. Una passione che peraltro non conosce crisi. Neanche nel 2008 gli acquisti hanno dato segali di cedimento, mostrando un incremento del 15,4%.
In salita, tra il 2002 e il 2008, anche le spese per l’hi-fi (tv, impianti audio) con un +50%, mentre, tristemente, per libri e giornali il mercato sembra in calo inesorabile: rispettivamente un -9,4% e un -11,3%. Fa da contraltare un incremento del 16,5% della spesa per Servizi ricreativi e culturali.
Novità interessanti anche sul fronte della dieta. Negli ultimi sette anni, tra gli altri, sono diminuiti i consumi di pesce (-4,8%), sostituiti da carne (+7,2%) e cereali (+5,7%). Mentre gli alcolici perdono terreno rispetto all’acqua. Come spiega Confcommercio le tendenze nell’alimentazione sono dettate anche dal notevole aumento, in quest’epoca, della popolazione immigrata: meno reddito da spendere per il pesce - più costoso - e differenti tradizioni stanno dettando il successo della carne. Ma l’effetto combinato delle crisi economica e dell’aumento dei prezzi delle materie prime si è fatto sentire anche in cucina, causando una contrazione di tutte le voci di spesa.
Questo in sintesi il trend del periodo 2002-2008, un arco di tempo complesso, che va dallo choc post 11 settembre alla grande crisi iniziata a fine 2007, passando per anni di relativo ottimismo, anzi di vera e propria euforia per tutti quelli abituati a tarare il proprio umore sull’andamento dei mercati finanziari.
Certo il 2008 (soprattutto nella parte finale) ha segnato un brusco stop alla tendenza fondamentalmente crescente dei consumi. In media la spesa per servizi si è praticamente azzerata l’anno scorso (+0,4%), pur con flessioni anche marcate su questo fronte. Specie sui servizi più voluttuari, vedi la spesa per trasporti che si è contratta di oltre il 7%. Il consumo di beni ha segnato invece una contrazione del 2,4%, particolarmente marcata sul fronte dei beni «durevoli»: -15,1% per auto e moto, -7,1% per gli elettrodomestici. Attenzione però anche all’andamento della spesa per beni non durevoli, ovvero di largo consumo. Qui il calo è stato dell’1,3%, in una categoria di acquisti che, negli ultimi sette anni, si è confermata decisamente stagnate (+0,1%).
Difficile peraltro che il quadro migliori con i dati di quest’anno, visto che le ultime stime di Confcommercio delineano un’economia italiana in cui il Pil calerà dell’4,8% e i consumi freneranno di un altro 1,9%.
Il ritorno alle tendenze pre-crisi ci sarà, è l’opinione di Confcommercio, anche se sarà molto lento. Il Pil italiano, secondo le stime, crescerà dello 0,6% nel 2010 e dello 0,8% nel 2011. Di pari passo la ripresa dei consumi, secondo l’associazione dei commercianti, sarà limitata a un +0,6% nei prossimi due anni. Come dire: dopo la recessione, la prospettiva è quella di una prolungata stagnazione.

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