Crescono gli stipendi, giù l'occupazione: -0,4%

Le retribuzioni contrattuali registrano un incremento del 3% rispetto allo scorso anno. Rallentano gli aumenti degli stipendi. Ma l’occupazione nelle grandi imprese segna un ulteriore crollo: -0,4% al netto dei dipendenti in cig

Crescono gli stipendi, giù l'occupazione: -0,4%

Roma - A maggio l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie ha presentato una variazione nulla rispetto al mese precedente e un incremento del 3 per cento rispetto maggio 2008. Ma l’occupazione nelle grandi imprese ad aprile ha registrato una variazione, rispetto al mese precedente, di -0,1% al lordo della cassa integrazione guadagni e di -0,4% al netto dei dipendenti in cig.

Crescono le retribuzioni  Alla fine di maggio scorso i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore relativamente alla sola parte economica, riguardano l’81,9% degli occupati dipendenti rilevati per il periodo di riferimento degli indici (dicembre 2005); a essi corrisponde una quota del 79,9 per cento del monte retributivo osservato. A maggio l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie ha presentato una variazione nulla rispetto al mese precedente e un incremento del 3 per cento rispetto maggio 2008. L’aumento registrato nel periodo gennaio-maggio 2009, in confronto al corrispondente periodo dell’anno precedente, è del 3,6. Nel mese di maggio l’indice delle retribuzioni orarie contrattuali relativo all’intera economia è rimasto invariato rispetto al mese precedente, a causa della limitata incidenza delle applicazioni contrattuali registrate. A fronte di una variazione tendenziale media di più 3,0 per cento, gli incrementi più elevati si osservano per: edilizia (6,7 per cento), acqua e servizi di smaltimenti rifiuti (6,5 per cento), commercio e tessili, abbigliamento e lavorazioni pelli (per entrambi gli aggregati 4,9 per cento) e legno, carta e stampa (4,5 per cento). Gli incrementi minori riguardano invece trasporti, servizi postali e attività connesse (0,8 per cento), estrazione di minerali (0,5 per cento), militari-difesa e forze dell’ordine (per entrambi 0,3 per cento). La variazione risulta nulla per i contratti: energia e petroli, regioni e autonomie locali e servizio sanitario nazionale. Relativamente all’insieme dei contratti monitorati dall’indagine a maggio sono stati rinnovati due contratti, giornalisti e ricerca, mentre nessuno è scaduto. Conseguentemente, alla fine di maggio sono in vigore 60 accordi che regolano il trattamento economico di circa 10,7 milioni di dipendenti; a essi corrisponde un’incidenza in termini di monte retributivo pari al 79,9 per cento. Per contro, ne risultano in attesa di rinnovo 18 che coinvolgono circa 2,4 milioni di dipendenti e corrispondono al 20,1 per cento del monte retributivo totale. La quota di contratti nazionali vigenti sottende situazioni differenziate a livello settoriale: nel mese di maggio si rileva una copertura totale per i settori agricoltura e industria; una quota di copertura molto elevata (82 per cento) si registra nel settore dei servizi privati, mentre un grado di copertura inferiore si osserva nel settore della pubblica amministrazione (48,3 per cento).

Crolla l'occupazione nelle imprese L’occupazione nelle grandi imprese ad aprile ha registrato una variazione, rispetto al mese precedente, di -0,1% al lordo della cassa integrazione guadagni e di -0,4% al netto dei dipendenti in cig. In termini tendenziali, rispetto cioè ad aprile 2008, si sono registrati cali dell’1,3% al lordo della cig e del 4,1% al netto della cig. Secondo l’Istat, il calo tendenziale del 4,1% è il più ampio almeno da gennaio 2001.

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