Crisi, Fmi promuove l'Italia: "I conti tengono"

Si confermano sotto controllo i conti
pubblici italiani, anche se l’alto livello del debito impone di
mantenere alta l’attenzione. Fmi invita tutti i
Paesi a uno sforzo straordinario per rimettere ordine nei conti
pubblici

New York - Si confermano sotto controllo i conti pubblici italiani, anche se l’alto livello del debito impone di mantenere alta l’attenzione. Il giudizio è del Fondo monetario internazionale che nel suo Fiscal monitor che invita tutti i Paesi a uno sforzo straordinario per rimettere ordine nei conti pubblici e riportare il debito sotto controllo.

Fmi promuove l'Italia Lo studio prevede che il deficit italiano, a legislazione invariata, si attesterà quest’anno al 5,2% per poi scendere al 4,9% il prossimo, al 4,7% nel 2014 e al 4,6% nel 2015. Il debito salirà invece al 118,6% nel 2010, al 120,5% nel 2011, al 123,9% nel 2014 e al 124,7% nel 2015. L’avanzo primario, negativo dello 0,8% quest’anno e dello 0,3% il prossimo, tornerà positivo dello 0,8% nel 2014 e crescerà ancora all’1,1% nel 2015. Un andamento migliore di quanto si registrerà in altri grandi Paesi europei come Francia e Germania e che permette agli esperti del Fondo di limitare al 4,1% del Pil l’aggiustamento richiesto all’Italia tra il 2010 e il 2020 per tenere sotto controllo il debito e riportarlo al 60% del Pil nel 2030. Uno sforzo pressochè pari a quello richiesto alla Germania (4%), ma meno della metà di quello consigliato per la Francia (8,3%). Tra i Paesi più ricchi l’Italia resta invece nelle posizioni di testa per la pressione fiscale. Con il suo 43,46%, che sale al 46,90% se si sommano anche i contributi sociali, il nostro paese si colloca al quinto posto, preceduto soltanto da Danimarca(48,7%), Svezia (48,3%), Belgio (43,9%), Francia (43,71%) e Norvegia (43,6%).