La crisi passa, gli avvoltoi invece no

Ieri i dati della Cassa integrazione hanno mostrato un quadro diverso da quello che ci viene solitamente presentato dalla maggior parte dei media. L’immagine dell’avvoltoio, il rapace che vigliaccamente attende le disgrazie altrui per poter mangiare, è sempre stata considerata nefasta nella maggior parte delle culture e tradizioni. Nonostante questo, pare che Repubblica abbia eletto l’inquietante volatile a proprio simbolo e modello per quanto riguarda gli affari economici italiani. Accade con regolarità e ora vedremo se lo stesso varrà anche per i dati di ieri sulla Cassa integrazione, vero termometro dell’andamento della crisi reale.
Ebbene le ultime rilevazioni sulla Cig registrano una nuova frenata. In agosto le ore autorizzate dall’Inps sono calate del 40,6% rispetto al luglio. Un calo dovuto a fattori stagionali, ma anche il segnale sempre più chiaro che l’industria si sta riprendendo lentamente dalla crisi, visto che si tratta del terzo calo consecutivo. In totale nell’agosto 2009 sono state autorizzate 53,7 milioni di ore di Cig, che sono il 526,5 per cento in più rispetto all’agosto 2008. Ma il confronto con l’anno precedente, come ha sottolineato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, è fuorviante perché nel 2008 non era in vigore l’estensione della cassa in deroga, che è parte della strategia anticrisi del governo. In ogni caso il dato è un forte segnale di ripresa.
Chissà se questa volta riuscirà a convincere anche Repubblica. Che di solito ci crede poco. Prendiamo per esempio questo stesso tema: la disoccupazione. Di recente Eurostat per tutti i paesi dell'area Euro ha registrato un dato globale pari al 9,5% e la situazione per l'Italia è di certo lusinghiera, con praticamente solo l'Olanda e l'Austria che possono vantare un dato migliore di quello italiano (7,4%). Ebbene, Repubblica ha ben pensato di confezionare un grafico con lista «depurata» dai paesi peggiori, in particolar modo «dimenticandosi» di inserire l'inquietante 18,5% della Spagna che evidentemente stonava con la consegna di dimostrare che «stiamo andando peggio degli altri».
Ancora. In occasione dell’ultima asta dei titoli di Stato, a causa della fortissima richiesta, gli interessi ottenibili sono scesi a livelli prossimi allo zero: Repubblica.it ha pensato bene di dare la notizia con uno spaventoso «I Bot non valgono quasi nulla», evidentemente confidando nella confusione fra valore e rendimento pur di far sembrare la notizia negativa per la nostra economia. Neanche da dire che se i rendimenti sono bassi è perché il prezzo dei titoli (e quindi il valore) è molto elevato, esattamente il contrario di quanto sparato dall’allarmante titolo dell’edizione on-line di Repubblica.
Martedì scorso poi è stato il turno dell’economista Tito Boeri, che pur di dimostrare che l’Italia sta andando peggio dei partner europei, si è limitato a considerare il solo parametro del Pil, ignorando o fingendo di ignorare (e non si sa quale delle due ipotesi sia la peggiore) che il prodotto interno può essere sostenuto artificialmente a colpi di spesa e che quindi considerare solo quel parametro, senza metterlo in parallelo con deficit, incremento del debito e disoccupazione vuol dire ben poco. Secondo questa bizzarra concezione quindi gli effetti della crisi sulla Spagna, ad esempio, sarebbero inferiori a quelli sull’Italia, nonostante il deficit del paese governato da Zapatero punti al 10%, al debito in crescita verticale e alla disoccupazione a livelli di allarme rosso. Avessimo speso anche noi in proporzione quanto ha speso Madrid per arginare le falle dell’economia iberica adesso avremmo un Pil quasi in pari, ma con conti sotto intollerabile tensione dato il nostro enorme debito pubblico pregresso. Ovviamente il livello di oneri che ci ritroviamo non è certo né un effetto della crisi né una colpa di Berlusconi, dato che nell’ultima legislatura governata dal centrodestra il debito in proporzione al Pil venne, anche se marginalmente, ridotto.
In definitiva, il «tifo contro» può essere giustificato finchè si rimane in ambito calcistico, quando si ha a che fare con le sorti del nostro paese invece, vedere gente che si frega le mani sperando che più persone perdano il lavoro, pur di avere qualche argomento contro il governo, fa solo tristezza. Gli avvoltoi, quelli veri, potessero parlare, probabilmente si dissocerebbero anche loro da un simile comportamento.