La campagna elettorale per il Campidoglio è appena cominciata e la Sinistra arcobaleno (che a Roma ha fatto laccordo con Rutelli) è già riuscita a ottenere una prima, significativa vittoria della quale, però, faranno le spese - loro malgrado - gli incolpevoli bambini che hanno la sfortuna di abitare nel territorio del XVII municipio. Di che si tratta? È presto detto: per 3 (o forse 4 venerdì), dalle mense scolastiche di Prati sparirà il pesce. Beninteso, non è stato facile ottenere questo risultato. Cè voluto limpegno serrato di tutti i consiglieri municipali della sinistra massimalista è cè stato bisogno anche della massiccia mobilitazione di numerose associazioni laiche che sono state coinvolte dai genitori più sensibili; quelli - per intenderci - pronti a gridare allo scandalo dell«ingerenza ecclesiastica» nella scuola pubblica per tre menù a base di pesce; ma altrettanto pron(t)i ad accettare che i loro bambini siano costretti a trangugiare schifezze varie in nome della ricchezza culturale multietnica che sconfina, ovviamente, anche nella gastronomia. Ecco perché comunisti, «rifondaroli» e verdi vanno giustamente - dal loro punto di vista - fieri di avere conseguito una vittoria storica al termine della loro «crociata anti-sogliola»: si tratta di una questione di principio sulla quale non era possibile soprassedere. Qui cera di mezzo addirittura la Costituzione e la difesa della laicità delle istituzioni, altroché... «Ma - ha provato a obiettare qualche mamma, preoccupata dal clamore suscitato dalle proteste - è normale mangiare pesce di venerdì, fa parte delle nostre abitudini alimentari, quindi cosa cè di male se anche i nostri bambini lo trovano alla mensa scolastica»?
Invece no.
La «crociata anti-sogliola» di comunisti e verdi
La battaglia per la laicità condotta in XVII municipio
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