Insegue "un sogno" il generale Roberto Vannacci (per citare la prima dichiarazione da segretario del suo nuovo partito) e guarda al futuro. Al "Futuro Nazionale". Per molti, incerto. Buio. C'è chi scommette che l'addio alla Lega sarà l'inizio della sua morte politica. D'altronde chi ha lasciato il centrodestra per seguire le ambizioni personali non ha mai fatto una bella fine. È sparito. Scomparso. I leghisti citano Gianfranco Fini con il suo "Futuro e Libertà". Solo un vago e vecchio ricordo. Le ambizioni dell'ex paracadutista incursore sono grandi. Forse troppo. "Ora Giorgia Meloni dovrà tenerci in considerazione, non può ignorarci! I sondaggi che abbiamo richiesto ci danno tra il 3% e il 5%" ci dice un vanaccino della prima ora. Uno di quelli che abita Palazzo Montecitorio. Già, perché il generale ha messo le mani anche lì. Alla Camera. Ha portato a sé alcuni parlamentari scontenti. Sembra molto bravo a persuadere. L'onorevole Rossano Sasso (foto a destra) è uno di quelli. Leghista della prima ora sarebbe pronto a dire "addio" a Salvini. Lui nega. Temporeggia. Lo stesso fa il giovane onorevole Edoardo Ziello. Più prudente è Domenico Furgiuele, molto vicino alle idee di Vannacci, "ma non ci penso neanche ad andarmene dalla Lega" ci ha detto in transatlantico. Sicuro? "Assolutamente!". Chissà, anche Roberto Vannacci da Pontida diceva di rispettare la "parola data". E poi.. Il deputato Emanuele Pozzolo (foto a destra), orfano di Fratelli d'Italia, soprannominato "il pistolero", sarebbe nella rosa dei nomi di chi dovrebbe aderire "molto presto" a Futuro Nazionale.
"I numeri li abbiamo, possiamo dare fastidio" dice il vannaccino, che ripete e minaccia: "Se la Meloni non ci dovesse tenere in considerazione andiamo da soli e alle elezioni li facciamo perdere, è questo il nostro obiettivo. Possiamo dare molto fastidio, si fidi!" Un obiettivo non proprio nobile. Il generale si è fatto i conti, per molti sbagliati. Usare "Futuro Nazionale" come arma pronta ad esplodere. Un'arma puntata sul governo, sui partiti di centrodestra. Da uomo libero, fuori da ogni coalizione, può bombardare la maggioranza, e usare i temi cari al centrodestra contro di loro. Ovviamente facendo populismo ed usando anche il Parlamento, un palcoscenico da non sottovalutare. "Bisogna tenere l'attenzione alta, e la terremo" è il monito.
Tra i temi pronti ad essere usati c'è il sostegno militare a Kiev. Uno dei cavalli di battaglia del generale. Da sempre il militare si è mostrato critico, attaccando anche le posizioni di Giorgia Meloni in merito all'amicizia dell'Italia con l'Ucraina. È per questo che alla presidente del Consiglio non è mai piaciuto Vannacci. E non ne ha mai fatto mistero. Ma chi si prenderebbe Vannacci? "In un ipotetico governo sarebbe come un elefante all'interno di una cristalleria" commentano così da Palazzo Chigi, dove non lo temono. Secondo alcuni sondaggi il generale vale meno dell'1%, più ininfluente di Aboubakar Soumahoro, il deputato con gli stivali portato alla Camera dal duo Bonelli-Fratoianni. Non solo, mentre Matteo Salvini sui social cresce di 1,3 punti con un sentiment positivo pari al 30.2%, il generale Vannacci perde punti. A dirlo è Spin Factor in un report realizzato per Adnkronos.
Roberto Vannacci non viene recepito come leader. Ad essere contrariati anche gli elettori di centrodestra che affermano "così fa un favore alla sinistra". Come dargli torto? Sicuramente Vannacci punta al potere che, così, non raggiungerà mai. A dirlo è la storia.