La Lega ticinese accusa l'Italia di «starnazzare» sulla vicenda delle fatture per le spese sanitarie dei feriti di Crans-Montana e non ci sta che siano i contribuenti svizzeri a pagarle. È quanto è comparso sul Mattino della domenica, organo ufficiale del partito di maggioranza nella Svizzera italiana. Non solo, secondo la Lega ticinese gli italiani andrebbero castigati per tutta risposta, bloccando le entrate fiscali che il governo di Berna deve versare a Roma. «Solo in Italia, giornalai e politicanti si sono messi a starnazzare - si legge sul Mattino della domenica -. Ma non ci sta bene che i contribuenti rossocrociati vengano ancora una volta criminalizzati e chiamati alla cassa per colpa dei coniugi Moretti, del sindaco di Crans, ed eventualmente del Canton Vallese».
Ieri il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha di nuovo espresso il suo parere sdegnato rispetto alla richiesta di rimborso: «Mi sembra che la richiesta sia stata abbastanza inopportuna e direi anche fuori luogo, tenuto conto delle condizioni nelle quali si è verificato il dramma, comunque il nostro governo risponderà come doveroso». Questo anche a fronte della dichiarazione tranchant dell'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, che ha annunciato la decisione dell'Italia di rinunciare agli accordi bilaterali: «Non fattureremo le spese dei due ragazzi svizzeri ricoverati da noi e ci aspettiamo che Berna faccia lo stesso». Era stata proprio Doris Bianchi, direttrice dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali a ricordare il patto di reciprocità fra la Svizzera e i paesi UE per le spese mediche.
Ma anche l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso, che organizzò lo straordinario ponte aereo per portare a Milano tutti i feriti italiani trasportabili, ma anche i pazienti svizzeri che necessitavano di assistenza, è stato piuttosto netto. «Qui siamo di fronte ad una strage che, lo sanno tutti, doveva e poteva essere evitata» con dei soccorsi «che non sono stati particolarmente efficaci ed efficienti». In sostanza «non ha funzionato nulla come un orologio svizzero, è stato tutto sbagliato dall'inizio alla fine e quindi credo che per pudore, per educazione e per correttezza potevano benissimo astenersi da questa manovra inaccettabile.
Detto ciò, non abbiamo la minima intenzione di pagare alcunché» sottolinea Bertolaso, che aggiunge come la questione potrebbe venire affrontata dalla fondazione Beloved di cui è membro, costituita dallo Stato del Vallese per fornire sostegno finanziario alle famiglie delle persone decedute, ai feriti, ai loro familiari e agli operatori coinvolti nell'incendio, indipendentemente dal loro nazionalità.