"Dov'è mio figlio? Come mangiate? Come respirate? Mio figlio dov'è?". È la domanda, retorica e disperata, rivolta dalla mamma di un ragazzo morto nella strage di Crans-Montana, ai coniugi Jacques e Jessica Moretti, al loro arrivo nell'aula universitaria dove si tiene il loro interrogatorio. Spintoni, urla e accuse. "Siete la mafia, avete pagato 200 mila franchi ed è finita!", ha detto la donna cui il proprietario del Constellation ha replicato: "No, non c'è mafia, sono un lavoratore". "Mi dispiace, mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia", ha aggiunto Moretti. Gli indagati proprietari del discobar teatro della strage di Capodanno sono arrivati stamane scortati dalla polizia e accompagnati dai loro avvocati, ma la situazione è sfuggita di mano e i familiari presenti, meno di una decina, si sono avventati contro di loro. I giornalisti presenti hanno raccolto la testimonianza del padre di Tristan, 17enne vittima del rogo: "Dicono che la colpa è di Cyanne, che la colpa è del Dj, che la colpa è del Comune, ma per niente è colpa loro, solo parole e parole, questa gente non ha il cuore, solo il cuore dei soldi". "Jacques ci ha detto che prenderà la sua colpa, - ha aggiunto Pidoux - ma non prende niente, solo parole. Quando va dentro (nell'aula dell'interrogatorio ndr) non parla più dice che è colpa di tutti meno che sua e di sua moglie".
In mattinata, è trapelato che Jessica Moretti è scoppiata in lacrime in aula e che ha detto di essere stata a conoscenza, insieme al marito, della presenza dei genitori dei ragazzi morti nell'incendio e di averli voluti incontrare apposta. "Ci siamo impegnati a rispondere alle domande dei famigliari.
È per questo che oggi siamo passati davanti alle famiglie - ha detto rivolgendosi ai legali di parte civile - poiché sapevamo che c'era un raduno. Sapevamo che le famiglie desideravano incontrarci. Comprendiamo la vostra rabbia, il vostro odio. Ribadisco che saremo presenti per rispondere a qualsiasi domanda, saremo lì per voi".